Nati per la famiglia –  Associazione delle famiglie italiane (AFI)

Dopo 5 anni impiegati a promuovere un welfare più amico della famiglia, organizzando eventi con la Carovana per la Famiglia, è nata a fine 2013 “Afi Milanese e Briantea”.

 

  • “Le famiglie devono crescere nella coscienza di essere «protagoniste» della cosiddetta «politica familiare» ed assumersi la responsabilità di trasformare la società: diversamente saranno le prime vittime di quei mali che si sono limitate ad osservare con indifferenza” (Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, n.  44).
  • La famiglia, da sempre riconosciuta come ammortizzatore sociale (oltre 500 mila famiglie sostengono un figlio che ha perso il lavoro), non vede riconosciuto il suo ruolo politico sia come oggetto che come soggetto.
  • «La famiglia è in crisi. Non morale, ma economica».A dirlo non è stato un economista ma il cardinale Peter Turkson a Milano il 10 maggio 2012«La famiglia è terminale di un corto circuito. La Finanza è diventata fine e ha smesso di essere mezzo per produrre benessere per l’economia e la società. A soffrirne è la cellula principale della società: la famiglia. Occorre ridare alla politica la funzione di governo dei mercati. E spezzare il cortocircuito».
  • La Costituzione della Repubblica Italiana promuove la famiglia nei suoi compiti naturali e ordinari (Artt. 29-31).

 

Questi sono alcune delle riflessioni da cui trae origine la nostra associazione. Il nostro progetto  www.famigliaportavalori.it sin da subito con la Rete dei Comuni amici della famiglia, ha posto attenzione alla crisi che travolge a pieno la famiglia e cercato di sostenere un’economia che ponga al centro la Persona e la Solidarietà come valori cardine della sua azione. Tema che ben s’intreccia con la famiglia.

 

Noi intendiamo spezzarlo ricordando i principi della Partecipazione e della Destinazione Universale dei beni attraverso la promozione della Economia Sociale di Mercato.

 

Per questo cerchiamo famiglie disponibili a contribuire a realizzare il sogno che ci è stato posto dinnanzi, quello di un mondo migliore fatto di uomini e donne che si amano e generano figli, che accolgono e di cui si prendono cura, che a loro volta provengono da un passato, inseriti in un presente in cammino verso un futuro.

 

Tale sogno, interiorizzato e meditato, ha generato pensieri e sviluppato proposte da realizzare con responsabilità e coraggio, assumendosi rischi e fatiche. Intendiamo far sognare anche altri, stimolare assunzione di responsabilità che diviene accoglienza e promessa per l’altro; un mettersi accanto per iniziare un cammino intrapreso con semplicità che invitiamo a sostenere e percorrere con noi. Genereremo un ambiente favorevole per il futuro dei nostri figli sfruttando le potenzialità e utilizzando gli spazi comunali, riportando la famiglia ad assumere la posizione centrale che le spetta. Non sostituendoci alle Istituzioni, nemmeno riducendosi a supplire alla carenza di politiche sociali. Offriamo collaborazione perché ci si occupi di famiglia, non solo nel disagio, ma riconoscendola risorsa e soggetto attivo nella costruzione del bene comune a partire dalla riscoperta dei rapporti di buon vicinato. Serve una svolta culturale.

 

Pertanto proponiamo, assieme al Forum delle Associazioni Familiari, ogni anno una «Festa per la Famiglia», che non intende riempire il tempo libero, ma piuttosto invitare le famiglie a partecipare ad un momento di coesione sociale, convinti di contribuire a ricucire il solco con la politica, “luogo più alto della carità”. Confidiamo che questo nuovo percorso sia capace di costruire risposte concrete ai sogni, desideri e bisogni delle nostre famiglie, di tutte le famiglie.

 

Questa è la nostra missione, ma da vivere con lo stile indicato da Papa Francesco:

 

«siamo invitati ad accettare questa chiamata: uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie…» (Evangelii Guadium G n° 20).

 

«Dobbiamo saper ‘prendere l’iniziativa senza paura, andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi. Vive un desiderio inesauribile di offrire misericordia, frutto dell’aver sperimentato l’infinita misericordia del Padre e la sua forza diffusiva. Osiamo un po’ di più di prendere l’iniziativa!» (EG n° 24)

 

«Usciamo, usciamo ad offrire a tutti la vita di Gesù Cristo… senza aggrapparsi alle proprie sicurezze… Più della paura di sbagliare spero che ci muova la paura di rinchiuderci nelle strutture che ci danno una falsa protezione, nelle norme che ci trasformano in giudici implacabili, nelle abitudini in cui ci sentiamo tranquilli, mentre fuori c’è una moltitudine affamata e Gesù ci ripete senza sosta: “Voi stessi date loro da mangiare” (Mc 6,37)» (EG n° 49).

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