IL PROGETTO “LA FAMIGLIA porta-Valori IN RETE” PRENDE CORPO

FIRMATO OGGI A MILANO L’ACCORDO DI PROGRAMMA…

… per la costituzione di una ‘Rete dei Comuni Amici della Famiglia’ su iniziativa dell’AFI – Associazione delle famiglie – Confederazione Italiana, del Forum Regionale delle Associazioni familiari della Lombardia, delle ACLI Lombardia (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) e della Scuola di Economia Civile. Primi aderenti e co-firmatari i Comuni di Besana in Brianza, Brugherio, Giussano, Muggiò e Seveso, che concordano sull’utilità di una programmazione coordinata e condivisa delle politiche familiari e si impegnano a realizzare un programma condiviso di attività di promozione della famiglia.

Tutti i soggetti firmatari si impegnano ad attivare, promuovere e ampliare una Rete di Comuni Amici della Famiglia che favorisca nella comunità lo sviluppo di buone pratiche a promozione e sostegno della famiglia, di azioni di mutuo aiuto familiare, di percorsi di collaborazione, solidarietà e sostegno reciproco tra le famiglie in un rapporto di co-progettazione tra le famiglie stesse e le istituzioni locali.

La Rete attiverà strumenti condivisi per il riconoscimento dei carichi familiari nella determinazione delle rette dei servizi a domanda individuale, prendendo in considerazione l’esperienza positiva del Comune di Castelnuovo del Garda nella applicazione del Fattore Famiglia Comunale. Si impegna in collaborazione con Afi alla diffusione del progetto www.famigliaportavalori.it e delle diverse buone pratiche da questa iniziativa sostenute, tra le quali in primis il tentativo di sviluppo di un circuito di economia civile, attivando nuove forme di autofinanziamento di welfare generativo e partecipato tramite una Alleanza tra Comuni, famiglie e realtà economiche.

«Siamo molto interessati a questo progetto – ha dichiarato il presidente nazionale di AFI Daniele Udali – perché rappresenta una evoluzione strutturata delle direttrici di lavoro che abitualmente proponiamo alle nostre famiglie: essere protagoniste e promuovere la cultura della famiglia; sviluppare azioni di solidarietà; rapportarsi con le Amministrazioni locali per la realizzazione di autentiche politiche familiari».

Milano, 20.12.2016

 

RASSEGNA STAMPA

20dic2016 – Nasce la Rete dei Comuni amici della famiglia 2.0

http://agensir.it/quotidiano/2016/12/20/societa-nasce-a-milano-la-rete-dei-comuni-amici-della-famiglia-sutera-verso-la-welfare-community/

http://www.chiesadimilano.it/news/milano-lombardia/comuni-in-rete-per-promuovere-la-famiglia-1.138685

http://www.forumfamiglie.org/comunicati.php

http://www.afifamiglia.it/it/news/il-progetto-la-famiglia-portavalori-in-rete–prende-corpo/

http://www.mcl.it/Notizie/societ%C3%A0-nasce-a-milano-la-rete-dei-comuni-amici-della-famiglia-sutera-verso-la-welfare-community-137865

http://www.aibi.it/ita/monza-brianza-verso-un-programma-coordinato-di-politiche-famigliari/

10mag2016 – Milano Beppe Sala firma accordo per Rete Comuni amici della Famiglia

http://www.famigliaportavalori.it/candidati-milano-elezioni-amministrative-2016/

12mag2016 – Rho – Pietro Romano firma accordo per Rete Comuni amici della Famiglia

http://www.pietroromanosindaco.it/comunicato-stampa/pietro-romano-sottoscrive-laccordo-con-afi-rho-comune-amico-della-famiglia/

18nov2015 – Tavolo intercomunale Rete Comuni Amici della Famiglia

http://www.comune.seveso.mi.it/pubblicazioni/focus/focus_dettaglio.asp?ID=1475&ID_M=112

12nov2015 – Tavolo intercomunale Rete Comuni Amici della Famiglia

http://www.famigliaportavalori.it/nasce-la-rete-dei-comuni-amici-della-famiglia/

5ott2015 – Tavolo intercomunale Rete Comuni Amici della Famiglia

http://www.famigliaportavalori.it/famiglia-portavalori-in-rete-a-che-punto-siamo/

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Ora chiediamo PIU’ FAMIGLIA

Dopo l’approvazione della Cirinnà (unioni civili) infuriano polemiche.

La realtà è che questo compromesso lascia molti scontenti in entrambi gli schieramenti. La questione è tutt’altro che risolta ed è innanzitutto culturale e sociale prima che politica. Ognuno valuterà in coscienza e col proprio intelletto il da farsi.

Personalmente provo a condividere alcune riflessioni sulla Famiglia in vista delle elezioni amministrative 2016:

Chi sostiene la famiglia sovrastata da carichi sociali a volte improbi che nessuno sembra considerare e sostenere? (altro…)

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Editoriale – PAROLE E FATTI PER LE FAMIGLIE

La gente è stanca di parole. Crede alle parole che generano o provengono dai fatti. Queste sono le parole che noi vorremmo pronunciare e scrivere in questo sito per la famiglia. Chi siamo? Una redazione composta da persone che credono nel valore della famiglia e della esigenza di promuovere esperienze che ne favoriscano la nascita e lo sviluppo dentro la nostra realtà territoriale lombarda. Di cosa scriviamo? Scriviamo di famiglia. I fatti di cui parliamo e che vogliamo generare sono quelli del progetto «famigliaportavalori». Ve lo faremo conoscere sempre meglio. Per ora basti segnalare la «Family Card dei Comuni lombardi» e i Gruppi di acquisto familiari (GAF). La Card è una prepagata destinata alle famiglie con almeno tre figli e che consente uno sconto del 5% sui prodotti venduti dalle imprese aderenti. E poi tanti altri. Racconteremo le iniziative in atto nel progetto, censiremo altre buone pratiche di sostegno alla famiglia che raccoglieremo nel panorama del nostro paese.

Qual è la nostra VISIONE? Crediamo nella famiglia come struttura umana plasmata nella evoluzione biologica e culturale dei popoli che consente un incontro e uno scambio tra generi, generazioni e stirpi. Tale scambio si attua pienamente nella forma del dono. Crediamo nella necessità di stimolare le istituzioni sociali perché costruiscano Politiche familiari non solo per ma con le famiglie. Crediamo nella capacità degli uomini e delle donne di vivere realizzando appieno le proprie potenzialità intellettuali, affettive e sociali uscendo dall’individualismo. Crediamo che i problemi e le sfide che la vita propone alle famiglie si affrontino meglio insieme che da isolati. Crediamo che i valori spirituali, etici e culturali ci possono aiutare nutrendo di energia il nostro cammino. La nostra storia parte dal mondo dell’associazionismo di ispirazione cristiana ma, andando oltre i limiti confessionali, si apre a tutti coloro che condividono i nostri propositi e sono disponibili a collaborare a progetti comuni.

Qual è dunque la nostra MISSIONE? Quella di comunicare, attraverso questo sito e questa pubblicazione settimanale, le iniziative del progetto e generarne ulteriori.

Lavoreremo nel sito attraverso rubriche nelle quali un redattore approfondisce diverse aree delle iniziative dl progetto. Scoprite una per una le rubriche navigando nelle diverse sezioni della nostra pubblicazione on line.

Infine i vostri commenti e le vostre reazioni saranno i benvenuti. Daremo risposta alle domande e pubblicheremo quelle di interesse comune.

 

Paolo Ciotti, caporedattore

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Brianza Sicura – semi di legalità contro la ‘ndrangheta

 

Il convegno sulla legalità che si è svolto venerdì 16 maggio organizzato dal Consiglio comunale di Seveso non avrebbe potuto avere un titolo più adatto. Dopo l’operazione Tibet e il caso della banca della ‘ndrangheta, il territorio brianzolo ha bisogno di essere risanato. La mafia non è una malattia che dopo una virulenta manifestazione sparisce, ma si insinua nel tessuto sociale silenziosamente, fino a diventarne parte integrante. «Non ci sono territori immuni dalle mafie» esordisce il primo dei tre autorevoli relatori Salvatore Bellomo, sostituto procuratore di Monza, che assieme a Nando Dalla Chiesa, docente universitario di sociologia e presidente onorario di Libera e David Gentili, presidente della Commissione antimafia di Milano, presiede il convegno. «Le mafie non sono più localizzate, ma sono esplose a livello mondiale e inoltre il territorio brianzolo è ricco di profitto: Monza e Brianza, Milano, Torino e Imperia sono le province con maggiore presenza mafiosa». La diffusione di pratiche mafiose nel nostro territorio, come l’estorsione, il riciclaggio di denaro, il familismo, preoccupa non poco le istituzioni comunali, che si sono coordinate con la magistratura, la commissione antimafia e ANCI per istituire un Tavolo di lavoro per la legalità per impedire che la mafia pervada anche il tessuto amministrativo.

Quali sono dunque le “medicine” per combattere la mafia? «La lotta alla mafia richiede intransigenza» dichiara Nando Dalla Chiesa, «l’errore più grande è negare l’esistenza della mafia; il primo passo per riconoscere una pratica mafiosa è conoscere».

Con “Brianza SiCura” il cittadino si prende lui stesso cura del proprio territorio. «Lo scopo di questa iniziativa è combattere il disagio sociale di mancanza di cognizione del problema» conferma il consiglio comunale. «Chi fa polita in Brianza non può prescindere dall’occuparsi di questi temi, ma anche i cittadini hanno il loro pezzetto di responsabilità».

I relatori lanciano un appello ai cittadini: «Non si può demandare il problema all’azione repressiva delle forze dell’ordine. Il cittadino deve avere il coraggio di denunciare, e precedere quindi la magistratura. I capi mafiosi non si riuniscono in luoghi privati ma in centri, ristoranti, esercizi pubblici.

Giovanni Falcone, che è stato lo spartiacque tra l’atteggiamento di omertà e la lotta alle mafie , disse “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine.” Ed è la coscienza di un popolo che decide quando è la fine».

Il convegno sulla legalità che si è svolto venerdì 16 maggio organizzato dal Consiglio comunale di Seveso non avrebbe potuto avere un titolo più adatto. Dopo l’operazione Tibet e il caso della banca della ‘ndrangheta, il territorio brianzolo ha bisogno di essere risanato. La mafia non è una malattia che dopo una virulenta manifestazione sparisce, ma si insinua nel tessuto sociale silenziosamente, fino a diventarne parte integrante. «Non ci sono territori immuni dalle mafie» esordisce il primo dei tre autorevoli relatori Salvatore Bellomo, sostituto procuratore di Monza, che assieme a Nando Dalla Chiesa, docente universitario di sociologia e presidente onorario di Libera e David Gentili, presidente della Commissione antimafia di Milano, presiede il convegno. «Le mafie non sono più localizzate, ma sono esplose a livello mondiale e inoltre il territorio brianzolo è ricco di profitto: Monza e Brianza, Milano, Torino e Imperia sono le province con maggiore presenza mafiosa». La diffusione di pratiche mafiose nel nostro territorio, come l’estorsione, il riciclaggio di denaro, il familismo, preoccupa non poco le istituzioni comunali, che si sono coordinate con la magistratura, la commissione antimafia e ANCI per istituire un Tavolo di lavoro per la legalità per impedire che la mafia pervada anche il tessuto amministrativo.

Quali sono dunque le “medicine” per combattere la mafia? «La lotta alla mafia richiede intransigenza» dichiara Nando Dalla Chiesa, «l’errore più grande è negare l’esistenza della mafia; il primo passo per riconoscere una pratica mafiosa è conoscere».

Con “Brianza SiCura” il cittadino si prende lui stesso cura del proprio territorio. «Lo scopo di questa iniziativa è combattere il disagio sociale di mancanza di cognizione del problema» conferma il consiglio comunale. «Chi fa polita in Brianza non può prescindere dall’occuparsi di questi temi, ma anche i cittadini hanno il loro pezzetto di responsabilità».

I relatori lanciano un appello ai cittadini: «Non si può demandare il problema all’azione repressiva delle forze dell’ordine. Il cittadino deve avere il coraggio di denunciare, e precedere quindi la magistratura. I capi mafiosi non si riuniscono in luoghi privati ma in centri, ristoranti, esercizi pubblici.

Giovanni Falcone, che è stato lo spartiacque tra l’atteggiamento di omertà e la lotta alle mafie , disse “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine.” Ed è la coscienza di un popolo che decide quando è la fine».

Laura Villa per famigliaportavalori.it

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Dalla trappola alla rete: Rossana Ulisse

rossana-e-papà4Quando un parente cade nella trappola della dipendenza del gioco d’azzardo, tutta la famiglia ne è vittima. Trasformare la trappola in una rete sociale che promuove la cultura delle buone pratiche contro il gioco d’azzardo patologico non è cosa da poco. Significa mettere a disposizione la propria esperienza, spesso molto dolorosa, e avere il coraggio di mettere in discussione il proprio vissuto. Questo è il vero azzardo, difficile ma possibile, come dimostra la testimonianza di Rossana Ulisse.

Rossana e papa“Cucù cucù l’aprile non c’è più è ritornato maggio al canto del cucù”
… quante volte ho cantato questa canzoncina pensando al mese di maggio che finalmente arriva e porta con sé la primavera? Tante e tante volte; ho sempre amato il mese di maggio … e ora? Ora il mese di maggio fa quasi paura, porta sofferenza e mancanza, la tua mancanza Papà. E tornano i ricordi dell’anno scorso
Il 3 maggio 2013 era un venerdì, io e Anto avevamo già preparato tutto sin dalla sera prima (e anche qualche giorno prima) la valigia con vestiti per la serata da ballo che avremo passato sulle note dei Ciac Boum, costume e telo mare. Ci aspettava uno dei nostri w/e “ballo e mare” in questo caso da passare A Fayence in Costa Azzurra. Poco prima della partenza arriva la telefonata di mia sorella Romina: “tu da quanto tempo non senti papà al telefono?” Io non sentivo mio padre da parecchi mesi ormai, dall’ultima volta che mi aveva detto l’ennesima bugia sui soldi che gli avevo prestato e che non mi restituiva mai. Io avevo solo avuto qualche sporadico scambio di sms con lui “Buon 2013” – “Buona Festa del Papà! Come stai? Quando vieni a trovarmi?” – “Buona Pasqua e quando venite a trovarci nella casa nuova? Io e Antonio ti aspettiamo a braccia aperte, lo sai” Così le chiedo cosa sta succedendo.Insomma, eri sparito, non era la prima volta che lo facevi ma … da tanti anni non lo facevi più, di sparire così. Gli ho dato poco peso, mi sono preoccupata sì, ma ho pensato ad una delle tue pazzie che facevi quando eri più giovane. Così siamo partiti ugualmente, anche se non spensierati. Il 4 maggio 2013 era un sabato. Io e Antonio ci siamo svegliati non troppo tardi e alle 11.00 eravamo in un baretto francese a fare colazione in attesa di andarcene in spiaggia, a Saint Raphael. Stavo bevendo il caffè quando arriva la telefonata di Romina “l’hanno trovato, a Lainate” (silenzio) io tiro un sospiro di sollievo, ma lei continua “però è morto!” Ecco Maggio, ti è chiaro quanto io adesso non possa sopportare il tuo arrivo? Sono seguiti giorni di sofferenza, di ricordi, di pianto, di abbracci, di riavvicinamento con mio fratello e mia madre che non pensavo più sarebbero avvenuti, di amore e di sostegno da parte di mio marito. Suicidio. Mio padre si è suicidato. Debiti. Sono saltate fuori montagne di debiti. Dipendenza da gioco. Queste tre parole invece non sono mai state usate, ma queste tre parole sono la causa del tuo gesto estremo.
Adesso, che è passato un anno, queste tre parole sono state sostituite dalla parola Azzardopatia, parola molto più completa che ho imparato a conoscere, insieme a un sacco di persone meravigliose che ho conosciuto e che ogni giorno lottano per combattere questa grave malattia. E’ una battaglia culturale ed economica quella che stiamo affrontando. Adesso faccio parte dell’organico dell’Associazione Movimento NoSlot, e al suo interno metto a frutto alcune capacità che ho come quella organizzativa per esempio. Io e Antonio con la RoxRecords abbiamo attivato una raccolta fondi per sostenere l’Associazione, attraverso la vendita online di una Compilation di musica Folk “TradAction2013” alla quale ben 17 gruppi di musica Folk italiani e non hanno aderito donando un loro buon pezzo di musica tradizionale. Ho partecipato ad alcuni “SlotMob”: manifestazioni pacifiche dove si decide di riunirsi in un bar che ha scelto di togliere o di non mettere le SlotMachine e di rinunciare ai guadagni ad esse collegati, e tutti insieme si fa colazione in quel bar o si beve l’aperitivo, e si gioca in altro modo (calcetto, flipper o anche altri giochi organizzati proprio per quell’occasione). Faccio parte del comitato organizzativo che sta promuovendo la campagna delle “Buone Pratiche” promossa dal Forum delle Famiglie Monza e Brianza. Ho partecipato anche al gruppo di Mutuo Auto Aiuto della Casa del Giovane di Pavia, Simone Feder mi ha invitato (lui è una delle persone meravigliose che ho avuto la fortuna di incontrare in questo anno) e che mi ha aiutato e tuttora mi aiuta ad affrontare la mia sofferenza. Un progetto che mi piacerebbe molto poter realizzare è esportare lo stesso modello di gruppo anche qui, zona Monza Brianza, Sesto San Giovanni; e a tal proposito sto collaborando insieme ad alcune persone (fondamentale la presenza di Simone Feder) per poterlo attuare. All’interno di questo gruppo si parte dalla famiglia come risorsa di aiuto. Un ex giocatore partecipa insieme ad un accompagnatore (scelto dall’ex giocatore) e insieme costruiscono un percorso di uscita dalla malattia; un percorso lungo e difficile sì ma fatto d’amore. Ecco, io partecipando a questo gruppo non ho potuto fare a meno di pensare che il mio Papà di famiglie a disposizione ne aveva ben due! E nessuno di noi è riuscito a capire la gravità della situazione. E così la mia mente e il mio cuore si affollano di tanti e tanti SE e MA e FORSE e MAGARI e rimangono tutti senza risposta e sono colmi di sofferenza e di mancanza.
Un giorno mi sono imbattuta in questo pensiero “Soffrire è sgradevole, ed è naturale voler mettere subito termine alla sofferenza in qualsiasi modo. Eppure, vi sono circostanze in cui sarebbe preferibile non sfuggire sistematicamente alla sofferenza, ma cercare piuttosto di attingere da essa delle forze per una vita nuova. Sì, perché una delle proprietà della sofferenza è quella di risvegliare nell’essere umano delle qualità che non si manifesterebbero mai in altre condizioni. Perciò, quando vi accade di soffrire fisicamente o moralmente, dite a voi stessi che vi viene offerta un’occasione per fare un grande lavoro su di voi.”
Vero, sono d’accordo! Per questo ora io ho deciso di far parte dell’Associazione Movimento NoSlot. Attingo forza dalla mia sofferenza per creare una nuova comunicazione.
Vorrei raggiungere il maggior numero di persone che hanno in famiglia qualcuno affetto da Azzardopatia e dirgli, con calma, guardandole negli occhi, di dare retta ai dubbi che arrivano e che nascono da segnali che il vostro familiare vi manda. Stare attenti soprattutto alle bugie. Un giocatore mente sempre, mente su tutto, anche su quello su cui non è affatto necessario mentire. E soffre, soffre tantissimo. La famiglia è un bene prezioso, una risorsa. A chi è affetto da questa patologia e soffre mi sento di consigliare di fidarsi dei suoi familiari, di chiedere aiuto anche a loro, di non escluderli dalla propria vita.
Io ho perdonato mio padre e il suo gesto. Nel mio piccolo l’ho perdonato. So che Dio Compassionevole e Misericordioso lo ha già fatto da tempo Lo so che in tutte queste persone che incontro cerco un pezzettino di mio padre per poter tornare indietro, anche solo un momento e potergli dire tante e tante cose. Magari riuscire ad aiutarlo. Quella più importante è quanto Amore provo per lui. Io sono sicura che lui adesso, in qualunque posto sia, il mio Amore lo sente. Così questo Amore lo traduco nel mio impegno in questa lotta.
NoSlot!

Rossana Ulisse
Fonte: http://blog.vita.it/noslot/2014/05/03/un-anno-che-non-ci-sei-piu-2/

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