Gruppi di Acquisto Familiari G.A.F

I Gruppi di Acquisto Familiari, G.A.F, proposti da A.F.I. (Milano, Monza e Brianza)

L’obiettivo principale che ci proponiamo è lo sviluppo della capacità di costruire relazioni di buon vicinato tra famiglie e cittadini che si traduce in azioni di prossimità, di maggiore partecipazione alla costruzione del bene comune e quindi di sviluppo di comunità più coese e solidali.

Nello specifico i GAF sono collegati mediante una gestione coordinata e professionale di una rete intercomunale di diversi Gruppi di Acquisto Familiari. Sebbene sia la caratteristica più visibile dei gruppi, noi non miriamo solo a consolidare ed incrementare una rete di famiglie che traggono un vantaggio in termini economici e di qualità dall’appartenenza ad un Gruppo di Acquisto, né esclusivamente a gestire una filiera di fornitori che escluda la Grande Distribuzione.

Gli obiettivi specifici del progetto sono:
  1. Attivare nei gruppi e tra i gruppi una rete di mutuo-auto aiuto che, partendo dalla condivisione degli acquisti, possa trasformarsi in una efficace rete di prossimità (4-5 famiglie volontarie per ogni Comune) supportata da un tutor professionale.
  2. Sostenere per ogni Comune alcune famiglie impoverite che vivono la fragilità economica causata dalla perdita del lavoro e specialmente i casi con maggiori carichi familiari senza sostituirsi ai Servizi Sociali e alle Caritas parrocchiali ma interagendosi con loro.
  3. Promuovere negli associati una cultura di una sana alimentazione divenendo così consum-Attori più consapevoli della qualità dei prodotti che acquistano. Gli acquisti favoriranno la filiera corta, senza trascurare il semplice risparmio, evitando però produzioni che non rispettino i nostri criteri etici.
  4. Attivare una rete coordinata di acquisto familiare entro il 2017 di 250/300 famiglie su una decina di Comuni.

Il concreto sostegno alle famiglie nei loro acquisti è quindi solo una parte dei benefici che l’appartenenza ad una rete di mutuo aiuto genera.

La rete di mutuo aiuto familiare si prefigge di:
  • Supportare le famiglie che vivono situazioni di difficoltà (come conflittualità familiari, fatica a conciliare gli impegni lavorativi con quelli familiari, problemi di relazione con i figli) mediante la vicinanza umana personale, il supporto reciproco del gruppo e il riferimento guidato ai servizi specifici del territorio.
  • Sviluppare competenze comunicative e relazionali nei suoi membri attraverso diverse modalità formative interattive, condotte e/o supervisionate da esperti o in regime di mutuo-auto aiuto.
  • Approfondire e aggiornare una base comune culturale e di significato tra i gruppi e i soggetti coinvolti nelle azioni di inclusione sociale del territorio, mediante la comunicazione offerta dal sito dedicato (www.famigliaportavalori.it) e ulteriori iniziative formative locali.
 Un esempio: Limbiate

Il progetto di cui abbiamo tratto in sintesi alcuni aspetti, prende le mosse da esperienze concrete come quella del Gruppo di Acquisto di Limbiate. In tale gruppo circa 30 famiglie si sono messe in rete per i propri acquisti ma hanno anche avuto la capacità di aiutare alcune famiglie impoverite, e le hanno aiutate non solo e non tanto nel favorire i loro acquisti mediante voucher, ma nel farle sentire parte di un gruppo, nel farle sentire al centro di una attenzione umana che le ha portate non solo ad uscire dalla momentanea situazione di difficoltà ma anche ad essere loro stesse soggetti capaci di farsi portatori di aiuto per altre famiglie.

Le azioni concrete per attuare il progetto in Monza e provincia sono:
  • attivazione e formazione permanente di famiglie delegate territoriali per la gestione delle relazioni nel gruppo e con il territorio;
  • creazione di un sistema centralizzato di gestione degli ordini di acquisto;
  • tenere il rapporto con gli enti territoriali per la individuazione e gestione delle relazioni con le famiglie bisognose di un aiuto che possono essere prese in carico;
Supporto economico

La nostra proposta necessita di un supporto economico nella sua fase di start-up, per cui si richiede un contributo per ogni Comune aderente alla rete, il resto arriverà dall’attività di raccolta fondi. In quest’azione i Supermercati UNES hanno voluto partecipare al nostro progetto accettando dei buoni sconto di € 5 cadauno che possiamo omaggiare a coloro che sottoscriveranno una donazione alla nostra associazione per questo progetto. Il denaro raccolto servirà alla copertura delle spese necessarie per:

  • magazzino a norma di dimensione sufficiente a gestire la mole degli acquisti;
  • pagamento delle persone dedicate: tutor per la cura dei rapporti con le famiglie, gestione degli ordini dai fornitori, organizzazione filiera acquisti e invio della merce ai Gruppi locali; formazione delle famiglie volontarie delegate a gestire e coordinare i Gruppi;
  • realizzazione e mantenimento del sito internet associativo.

Il contributo richiesto ai Comuni è  necessario solo nella fase iniziale in quanto il progetto, a regime, avrà la forza di sostenersi da solo consentendo di erogare voucher sociali di acquisto o lavoro tramite l’Associazione Famiglie Italiane – milanesi e briantee, capofila del progetto.

Obiettivi nel triennio 2017 – 2019
  • costituzione e avvio formale della Rete dei Comuni amici della famiglia
  • attivazione di 36 GAF, gruppi composti da circa 15 famiglie cadauno, le quali s’impegnano a fare una spesa mensile iniziale di almeno € 32 tramite il nostro sito web http://www.famigliaportavalori.it/listino-gaf/.
  • avvio del Sistema Family Pay dei Comuni Amici della Famiglia.

 

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4 thoughts on “Gruppi di Acquisto Familiari G.A.F

    1. Grazie Lucia, ogni commento ci incoraggia ad andare avanti su una strada nuova e piena di difficoltà. Un caro saluto. Paolo Ciotti, redazione di Famigliaportavalori.it

  1. Sono particolarmente iteartssena a questa nuovo fmodo di intendere la vita familiare. Sono di ritorno da un co-housing tour a San Francisco molto interessante. Credo sia un filone di studi che andrebbe ampliato anche qui in Italia . Circa un mese fa il New York Times ha dedicato uno speciale su questo tema, ovvero la riscoperta di un desiderio di community life . Chiudo con una domanda: ci sono progetti in corso nell’ambito della psicologia sociale qui nel nostro paese?

    1. Cara Shafira grazie della mail. Cerchiamo infatti di promuovere un nuovo modo di intendere la vita familiare. Sarebbe bello condividere la tua esperienza di co-housing, anche qui da noi ci sono diverse esperienze che potrai facilmente trovare in rete per un primo contatto. Sulla domanda circa i progetti nella psicologia sociale, non saprei rispondere. Anche se sono psicologo, il campo è vasto e bisogna capire cosa tu intenda: se progetti di ricerca o di azione. Disponibile ad ulteriori scambi. Un caro saluto. Paolo Ciotti, redazione Famigliaportavalori.it http://www.paolociotti.eu

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