Una marcia contro le mafie a Seregno

Il 23 maggio di 24 anni fa avveniva la strage di Capaci. Oggi dopo tanti anni la guerra contro le Mafie è necessaria più che mai. Diverse associazioni del territorio ce l’hanno ricordato organizzando la marcia di commemorazione a Seregno. Ecco la nostra cronaca.

Liberare Seregno dalle mafie. E’ all’insegna di questo impegno che Libera,  le ACLI, i sindacati e oltre quindici associazioni  hanno deciso di commemorare il 23 maggio a Seregno il 24° anniversario della strage di Capaci in cui furono assassinati Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta.  Nel comunicato le organizzazioni promotrici spiegano :”Abbiamo scelto Seregno perché da ormai un decennio in questa città si sono verificati  fatti riportati dalla stampa che ci preoccupano, e che prefigurano il significativo rischio di un vero e proprio saccheggio del territorio per mano mafiosa. Gli attentati degli anni 80, e più recentemente la faida della locale di ‘ndrangheta di Seregno-Giussano, la comparsa ripetuta della città di Seregno negli atti dell’inchiesta “Infinito” del 2010 e dell’operazione “Ulisse” del 2012 dimostrano la persistente presenza mafiosa nel tempo, a cui vanno aggiunti i preoccupanti avvenimenti degli ultimi mesi”. Si fa riferimento alla chiusura di alcuni esercizi commerciali in città su ordine della Prefettura per pericolo di infiltrazione mafiosa, precisando che, in uno di questi locali “ hanno scelto di organizzare eventi nell’ambito della campagna elettorale l’ex sindaco in occasione delle elezioni europee del 2014, e l’attuale sindaco in occasione delle elezioni amministrative del 2015. Il giorno dopo la chiusura sulla saracinesca di uno dei locali è apparso un lenzuolo recante la scritta “Noi vi vogliamo bene”, episodio tipico dei contesti ad alta densità  mafiosa”. Nel comunicato si ricorda anche: ”lo sfogo dai toni minacciosi davanti alle telecamere, che ha fatto il giro del web, dell’ex sindaco contro la redazione di un giornale online che aveva spesso rilevato, chiedendone conto, dei rapporti tra membri dell’amministrazione comunale e persone coinvolte, a vario titolo, nelle inchieste legate alle infiltrazioni mafiose”.  La sera del 23 maggio, centinaia di persone hanno partecipato a una fiaccolata per le vie del centro città,  sfilando anche davanti agli esercizi oggetto dell’interdittiva antimafia. Al termine, al cinema Roma c’è stata la proiezione del film in prima visione “ERA D’ESTATE”, sull’esilio all’Asinara di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Contro le Mafie a Seregno 23 maggio 2016
Liberiamoci dalle Mafie: lo slogan della manifestazione a Seregno del 23 maggio 2016

A  partire dall’inchiesta “Infinito” , che ha rivelato l’inquietante livello di presenza e di radicamento delle organizzazioni mafiose sul nostro territorio, le associazioni antimafia si stanno impegnando  affinché  fra i cittadini, le associazioni e le istituzioni cresca la consapevolezza. In un  convegno  tenutosi  ad aprile presso il comune di Desio sulle mafie e l’illegalità, con la presenza di magistrati, docenti universitari e studiosi quali Nando Dalla Chiesa,  è stata denunciata la troppa disattenzione che sul nostro territorio circonda il fenomeno.  Alcuni comuni istituiscono commissioni antimafia, che spesso si limitano a organizzare giornate di promozione della legalità a cui però non seguono azioni più incisive, mentre la tematica dovrebbe essere al centro  dell’azione  istituzionale. Gli operatori  economici , quando incontrano la mafia,  spesso sono  lasciati soli e non trovano ascolto da parte delle associazioni di categoria. La mafia – è stato sottolineato –  è attenta a insinuarsi nelle nostre disattenzioni, realizza i suoi affari quando ci interessiamo solo ai nostri, ha stabilito nel tempo relazioni con amministratori e figure istituzionali in un meccanismo di scambio reciproco, ha creato attività commerciali e si è appropriata delle nostre. Tutto questo avviene ed  è avvenuto nell’indifferenza generalizzata.  All’insegna del motto ”Rop del comun, rop de nisun..!”,  finchè va bene non ci si pensa, quando i servizi pubblici iniziano a essere carenti, il cittadino comincia a farsi qualche domanda. Da parte delle istituzioni è necessaria formazione, continuità e conoscenza del fenomeno – è stato ribadito-. Allo stesso  tempo  è necessario  però anche l’impegno dei cittadini, dare l’esempio in prima persona rifiutandosi di frequentare locali  “discussi” o sospetti .  Occorre anche prevenzione: in una scuola di Cesano Maderno i ragazzi hanno saputo riconoscere Totò Riina, mentre Giovanni Falcone non è stato riconosciuto.

D.T.

Paolo Ciotti

Caporedattore. Psicologo clinico, delle organizzazioni e della religione. Laureato in Scienze della Educazione e Teologia.

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