PATRICIELLO, IL PRETE ANTICAMORRA, IN BRIANZA

Don Maurizio Patriciello, a Muggiò e a Seveso lo scorso 21 MARZO 2016, ha incontrato studenti,  autorità e noi del progetto Famiglia Portavalori in rete (promosso da AFI, Associazione delle Famiglie Italiane, Milano e Brianza). Parole, testimonianze e impegno condiviso per costruire una società più giusta e solidale. Nel diamo un resoconto.

Padre Patriciello in Brianza lo scorzo marzo 2016

Il 21 marzo di ogni anno, da 21 anni, promossa da Libera, si celebra in tutta Italia la giornata della memoria e dell’impegno per ricordare le vittime innocenti di mafia. La scelta del giorno, all’inizio della primavera, indica esplicitamente la volontà di uscire dalla “lunga notte invernale” che vede a tutt’oggi le mafie tenere prigioniera una parte consistente dei territori e dell’economia del nostro paese. AFI, nell’ambito del programma di educazione alla legalità promosso dal comune di Muggiò, ha invitato un testimone d’eccezione sul fronte della lotta alla criminalità organizzata: padre Maurizio Patriciello, che in giornata è volato da Napoli a Milano per incontrare gli studenti dell’ITC Martin Luther King di Muggiò. Parroco di Caivano, un comune al confine tra le province di Napoli e Caserta, padre Maurizio è un personaggio noto da tempo alle cronache.

Patriciello a Seveso, Marzo 2016
Padre MAURIZIO PATRICIELLO mentre incontra i membri dei GAF a Seveso, lo scorso 21 marzo 2016.

Da anni Padre Patriciello denuncia l’abbandono da parte dello Stato del suo territorio, dove nel corso di decenni sono stati smaltiti in modo illegale rifiuti tossici di ogni genere. Davanti agli studenti, don Maurizio ha ripercorso la vicenda della terra dove vive, della “Terra dei fuochi”: dalla creazione della prima discarica (legale)  nella quale venivano portate le immondizie domestiche – un’attività remunerativa ma solo fino a un certo punto –  fino all’”abbraccio mortale” con industriali del nord i quali, per evitare di pagare i costi previsti per il trattamento dei rifiuti speciali e pericolosi, hanno scelto di farli  scomparire nelle discariche abusive controllate dalla camorra. Il tutto per anni e anni, senza alcun controllo da parte di nessuno. Nell’area interessata dal fenomeno, che comprende 55 comuni, si stima che fra il 2000 e il 2009 siano stati smaltiti sei milioni di tonnellate di rifiuti contenenti ogni genere di inquinanti, dal piombo all’amianto, seppellendoli e avvelenando i terreni, anche quelli fertili, oppure bruciandoli nei roghi che producono diossina.  In questa zona l’incidenza di vari tipi di tumore risulta essere molto più alta che nel resto d’Italia.  I più colpiti sono i più piccoli: infatti si sono rilevati eccessi nel numero di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tipi di tumori, e, in entrambe le province, eccessi di tumori del sistema nervoso centrale nel primo anno di vita e nella fascia di età 0-14 anni. Un recente documento dell’Istituto Superiore di Sanità ha messo nero su bianco il rapporto tra inquinamento ambientale e insorgenza di tumori infantili. Nell’area vi sono moltissime aziende che producono “in nero” scarpe e borse che vengono anche esportate, mentre gli scarti di lavorazione (mezzo chilo per ogni chilo di prodotto) rimangono sul posto e sono poi smaltiti abusivamente. Dopo avere ricordato l’enciclica di papa Francesco dedicata all’ambiente, padre Maurizio ha rivolto ai ragazzi parole esplicite: “viviamo in un ambiente malato, l’uomo è ciò che mangia, se inquiniamo acqua, aria e suolo, o se ci facciamo del male da soli ad esempio col fumo, tutto ciò ci si ritorcerà contro. Dobbiamo fare pace con noi stessi, con gli altri, con l’ambiente!”. Accanto all’impegno personale – aggiunge – perché l’ambiente sia tutelato occorrono anche leggi adeguate. Una grossa occasione si è persa con la legge sui reati ambientali approvata lo scorso anno: all’ultimo momento qualcuno in parlamento ha modificato il testo di legge prevedendo che si possa essere perseguiti solo se il disastro ambientale è stato causato “abusivamente”: in questo modo sarà facile per chi ha inquinato ma è in possesso dei permessi necessari evitare la condanna (vedi dal minuto 41,30 al 43,43 fino al minuto 45,06).

A domanda, padre Maurizio ci informa che il governo continua a non dare risposte alle richieste di intervento che da tempo gli vengono sollecitate: lo stanziamento di 450 milioni ricevuto dalla regione Campania sarà a malapena sufficiente per la bonifica di uno solo dei tanti siti inquinati. Lo stesso nesso tra malattie tumorali e inquinamento viene ammesso solo a denti stretti. Gli chiediamo anche se gli capita spesso di fare interventi nelle scuole del nord. “Sì, vado spesso nelle scuole e nelle parrocchie, al sud come al nord. Non intendo certo mettere in contrapposizione le due parti del paese, il mio scopo è solo quello di far sì che gli onesti siano uniti contro i disonesti”.

L’intervento di Cesare Palombi

Nel suo intervento, il presidente di AFI Cesare Palombi ha parlato agli studenti dei GAF come di uno strumento che, senza bisogno di eroismi ma semplicemente orientandosi verso una spesa più accorta e rispettosa dell’ambiente, è di contrasto all’economia mafiosa, e ha annunciato l’avvio di un gemellaggio con la Nuova Cucina Organizzata  a sostegno delle realtà economiche sane di quei territori.

Nuova Cucina Organizzata”, si configura come una vera e propria attività imprenditoriale innovativa, un laboratorio che permanentemente ricerca e sviluppa modalità di trasformazione e di vendita sia di prodotti locali sia di quelli provenienti dai terreni confiscati alla criminalità organizzata, nonché di servizio di pizzeria, ristorante e catering, con il valore aggiunto dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Nel nome è contenuta una provocazione e una sfida: negli anni ’80 in Campania l’acronimo “Nuova Camorra Organizzata” è stato sinonimo di una realtà che si è organizzata per struggere e impoverire i territori, oggi l’acronimo “NCO – Nuova Cucina Organizzata” è sinonimo di una realtà che si organizza per restituire diritti, dignità e reddito a partire dagli ultimi.

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Padre Patriciello con il nostro Presidente Cesare Palombi e le autorità dei comuni da lui vistati lo scorso Marzo 2016

I campi estivi di Libera e altre cose da fare

I ragazzi sono stati invitati a partecipare ai campi estivi di Libera, dove potranno fare un’esperienza di impegno, conoscere e contribuire a migliorare la realtà di quella parte del nostro paese. La dirigente scolastica e il Sindaco Maria Fiorito hanno lanciato un ammonimento: al cittadino comune può capitare nella vita di imbattersi in situazioni in cui si è chiamati a decidere da che parte stare, al li là del proprio utile immediato. Se si vuole un mondo diverso occorre avere il coraggio di fare scelte controcorrente. Un video  ha raccontato la figura esemplare di Roberto Mancini,  un ispettore di polizia che ha condotto le sue indagini nelle terre avvelenate senza mai risparmiarsi, fino ad ammalarsi di tumore e alla sua morte, avvenuta nel 2014. Stare dalla parte delle legalità significa evitare di far finta che non accada nulla, o di pensare che certi fatti accadono lontano da noi. A Desio è stato grazie alle segnalazioni di cittadini attenti che è stata scoperta una cava della ‘ndrangheta. Pure in assenza di domande da parte degli studenti a padre Maurizio Patriciello, la preside prof. Angela De Sario ha espresso la sua convinzione che i ragazzi non scorderanno la lezione ricevuta.

D.T.

 

Paolo Ciotti

Caporedattore. Psicologo clinico, delle organizzazioni e della religione. Laureato in Scienze della Educazione e Teologia.

One thought on “PATRICIELLO, IL PRETE ANTICAMORRA, IN BRIANZA

  1. l’incontro del 21 marzo con padre patriciello fa riflettere molto, ormai lui è già anni che lotta contro la legalità è ognuno di noi farebbe il suo dovere sopratutto sia ad educare i loro figli alla non violenza ,è denunziare i mafiosi .l’unione fa la forza. grazie

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