6 Ottobre 2024 – con AFI a Crespi d’Adda

CRESPI D’ADDA, UN SITO DAVVERO PARTICOLARE E SIGNIFICATIVO!

In questo articolo vorrei partire proprio dal valore simbolico che ho apprezzato nella visita che abbiamo fatto Domenica 6 Ottobre scorso a questo particolare luogo, guidati come sempre dall’amico Lorenzo di Fiorditurismo; penso di poterlo definire amico, perché mi pare che la passione per quello che facciamo abbia fatto crescere il nostro rapporto! Quindi il primo grazie va a lui.
Simbolico, perché in questo luogo, così ben conservato negli anni , si percepisce che se il nostro “fare” è per il bene comune, lascia comunque un segno e fa crescere!

Ma ecco il racconto della giornata:
La nostra visita inizia intorno alle 9.30, dopo esserci organizzati per la discesa nel borgo che è giustamente regolata da traffico limitato, all’ingresso del paese, sotto la scalinata che porta alla chiesa; bellissima miniatura della Basilica di Busto Arsizio, città natale della famiglia Crespi. Lorenzo, dopo averci inquadrato nel periodo storico di fine 800, dove nascono i primi opifici e nello specifico, questo innovativo cotonificio, voluto e diretto prima da Cristoforo Benigno e dal 1889 dal figlio Silvio Crespi, neolaureato e reduce da significative esperienze in cotonifici inglesi. In questo contesto, dove l’economia era basata esclusivamente sulla povera agricoltura e vedeva sempre più lo spopolamento, nasce l’intuizione dei Crespi di dare lavoro in maniera dignitosa; dopo l’acquisizione del terreno vicino all’Adda, fa realizzare in diretta prossimità, della importante fabbrica, i primi tre palazzotti residenziali. Inizialmente si tratta di 3 edifici a 3 piani, con circa 40 alloggi ciascuno. Tuttavia, Cristoforo Benigno Crespi non si accontenta di offrire agli operai un tetto sulla testa. Offre loro anche una
piccola scuola domenicale, un asilo per i bambini, un magazzino di generi di ordinario consumo, una mensa, un albergo, una scuderia per gli animali adibiti al trasporto dei materiali; insomma una cittadella con tutti i servizi, che per l’epoca era una assoluta novità.
Proseguiamo il giro, salendo al Belvedere, passando per il lavatoio, bellissimo, ma che, purtroppo non versa in buone condizioni; da quel punto privilegiato, aiutati da un pannello informativo, vediamo tutto il sito con le successive villette bifamiliari, suddivise dalle ordinate vie di comunicazione, il parco, la casa del medico e del parroco, e infine la maestosa villa-castello padronale, bellissimo esempio di architettura neomediovale di fine 800. Scendendo, percorriamo tutto il villaggio con, nella parte finale, i villini destinati a dirigenti e quadri, che si differenziano da quelli degli operai, per dimensioni e architettura, ma si percepisce, che nonostante le differenze sociali comunque presenti, il tutto era pensato per una convivenza serena e pacifica, che avrebbe permesso il buon funzionamento di tutto il sistema sociale. In fondo al viale centrale, arriviamo di fronte al monumentale cimitero, anche questo, integrato nel contesto, estremamente essenziale , con sullo sfondo, l’imponente mausoleo della famiglia Crespi. La mattinata si conclude con la sosta sul piazzale di ingresso della fabbrica, anche questa prospettiva molto bella, con le imponenti e slanciate ciminiere che contrastano con l’orizzontalità del complesso e il racconto del periodo fiorente dove, migliaia di persone entravano da quei cancelli e dopo il faticoso lavoro potevano godere con la famiglia della loro casa con orto e giardino, fino al declino iniziato negli anni 30 con la prima crisi del settore, che ha poi visto il susseguirsi di varie proprietà fino alla chiusura definitiva nel 2003, simbolico il grande orologio sull’edificio centrale, fermo all’ora dell’ultima sirena.
Ci siamo poi fermati nel parco, per un frugale pranzo al sacco; è stato il momento per la relazione tra noi partecipanti e per condividere le golosità che ciascuno aveva preparato. Come sempre un bel momento per conoscerci meglio.
Abbiamo proseguito quindi, seguendo il sentiero ciclabile accanto all’Adda , verso Trezzo e la centrale idroelettrica Taccani, ancora in funzione e gestita da ENEL, ma pensata e costruita in seguito al crescere del cotonificio Crespi nei primi anni del 900, che, aumentando la sua produzione, non aveva più energia sufficiente; viene quindi commissionata la costruzione della centrale, con la richiesta di integrarla nel paesaggio e con il sovrastante castello. Il risultato è quel capolavoro in ceppo d’Adda, con ordinate finestre e archi, che ancora oggi ci parla di questa attenzione e lungimiranza che lascia il segno.

Dicevo all’inizio, del valore simbolico di questo sito, dal 1995 entrato nel patrimonio universale UNESCO, perché, al di là della oggettiva bellezza, vi si percepisce la cura con cui è stato pensato nella sua architettura, ma è molto visibile anche l’dea che dietro al lavoro, ci deve sempre essere la possibilità di poterlo svolgere nelle migliori condizioni, per rendere la vita di chi lo svolge, dignitosa e quindi più serena e produttiva. Dopo questa bella giornata insieme, penso che ciascuno dei partecipanti, oltre ad aver visto un luogo veramente speciale, abbia preso ancor più consapevolezza, che le nostre scelte, piccole o grandi che siano, se rivolte al “bene” altrui, lasciano il segno.
Continuiamo quindi con le nostre, certi che “Il bene genera bene” sempre.
Vi aspettiamo per le prossime iniziative