Affetti e famiglia

Questa è una rubrica sugli affetti. Ma cosa sono gli affetti? E perché parlarne in un sito che si occupa di famiglia e della sua promozione sociale? Oggi si parla più normalmente di emozioni, di sentimenti, di passioni. Ma si parla poco di affetti. E’ una parola che ha una origine antica, che ci ricorda qualcosa che ci prende e non ci molla. La si usa con questo senso in medicina. Esser affetti, lì significa essere malati perché colpiti da un morbo o da una malattia. Eppure si parla anche di educazione degli affetti e di affettività, intendendo con queste parole tutto il mondo che ruota intorno all’amore e alla sessualità. E qui si para di fronte a noi un primo bivio, se vogliamo percorrere la strada della esplorazione degli affetti in famiglia. Si tratta di qualcosa di fronte alla quale noi siamo solo passivi o qualcosa di fronte alla quale abbiamo uno spazio di manovra e di gestione?

Nelle cronache giornalistiche dei peggiori atti criminali si parla spesso di “raptus”, cioè di una specie di rapimento di cui sarebbe stato vittima l’assassino che, lasciandosi “rapire” dall’odio e dall’ira (due tra gli affetti, appunto) si è comportato da schiavo di tali moti dell’animo. Se è vero che in diverse occasioni della vita dobbiamo convenire che la forza di certi affetti è così grande da toglierci la libertà di agire, dobbiamo però riconoscere, e forse credere, che nella normalità delle situazioni noi possiamo in qualche misura riconoscere, regolare ed indirizzare gli affetti verso i comportamenti che riteniamo più giusti e consoni alla situazione.

La vita di famiglia, di coppia prima e di famiglia poi, è una vita ricca di affetti. Per questo vale la pena di promuovere una riflessione e una educazione attenta degli affetti implicati nella vita familiare. E’ quello che faremo in questa rubrica, passo dopo passo, lasciandoci ispirare dalle esperienze reali della vita e dal patrimonio della riflessione umanistica ed etica che abbiamo ricevuto.

Paolo Ciotti, caporedattore

Paolo Ciotti

Caporedattore. Psicologo clinico, delle organizzazioni e della religione. Laureato in Scienze della Educazione e Teologia.

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