Agromafia: la mafia a tavola

Ecco cosa emerge dal terzo rapporto sui crimini dell’agromafia in Italia

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In controtendenza alla fase di crisi economica, in Italia impenna il business dell’agromafia. In questo articolo diamo conto dei risultati di un recente rapporto e suggeriamo piste di contrasto al fenomeno.

Una recente analisi sulla dimensione crescente del fenomeno e sulle sue evoluzioni più recenti e più pericolose, presentata nel Terzo rapporto agromafie sui crimini agroalimentari in Italia elaborato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, mostra che gli affari mafiosi hanno raggiunto un fatturato di 15,4 miliardi nel 2014, con un incremento del 10% sul 2013. In Italia il settore agroalimentare rappresenta il 17% del PIL con un valore complessivo di oltre 260 miliardi di euro.

Cosa è l’agromafia?

Olio-oliva-535x300Con agromafia si intende l’attività illegale della criminalità organizzata che coinvolge tutta la filiera del prodotto: dal campo, al trasporto, alla vendita nei mercati ortofrutticoli. Si realizza attraverso forme di investimento e riciclaggio del denaro nelle coltivazioni, ma anche tramite truffe per ottenere fondi pubblici per lo sviluppo dell’agricoltura. L’agromafia è diventata una miniera d’oro per le organizzazioni criminali: si stima inoltre che almeno 5000 bar, trattorie, ristoranti di lusso, locali alla moda e franchising di locali siano sotto il controllo – diretto e indiretto – delle mafie locali che utilizzano imprese, alberghi e pubblici esercizi per riciclare i soldi ottenuti dalle attività illecite. La presenza di Expo 2015, inoltre, rischia di creare un circolo vizioso attraendo anche traffici illegali di alimenti che si riverserebbero sul mercato come “Made in Italy” attraverso sofisticate contraffazioni.

Contrastare l’agromafia

Come è possibile contrastare questo fenomeno che sembra insidiarsi tra i nostri carrelli della spesa senza che noi possiamo reagire? Innanzitutto sono necessari interventi ben strutturati di collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine, organizzazioni di categoria, imprese del settore agricolo ed agroalimentare. Inoltre devono essere effettuate scelte politiche e finanziamenti per evitare che le nostre aziende siano svendute e la loro produzione delocalizzata senza trasparenza. Altrimenti si rischia che cadano nelle mani di una gestione malavitosa. Il problema della infiltrazione mafiosa nel settore agroalimentare è infatti anche una questione di sicurezza. L’incertezza dell’origine del prodotto alimentare, che potrebbe essere contraffatta con etichette false, può nascondere rischi per la salute. Promuovere sistemi produttivi sostenibili, che prevedano l’utilizzo di risorse rinnovabili e nuove forme di tutela del suolo agrario e delle risorse idriche, favorisce una sana economia del cibo.

Famiglia portavalori contrasta le agromafie

Famiglia porta-Valori propone a tutti i consumatori il progetto dei Gruppi di Acquisto Familiari che, oltre a prevedere una rete solidale tra le famiglie, mira a promuovere la cultura di una sana alimentazione, una attenzione al consumo divenendo consum-Attori consapevoli, una qualità dei prodotti favorendo la filiera corta, e conciliando il risparmio con il rispetto dei valori etici del ciclo produttivo. (vedi https://www.famigliaportavalori.it/?page_id=1120)

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Incremento del fatturato delle agromafie in miliardi di euro negli ultimi tre anni

 

Fonti: Rapporto 2015 sui crimini agroalimentari http://www.eurispes.eu/node/2112, www.ilsole24ore.com, http://www.coldiretti.it/News/Pagine/Rapporto-Agromafie-2015-comunicati.aspx

One thought to “Agromafia: la mafia a tavola”

  1. In questo articolo si evidenzia come sia urgente e nono rinviabile il tentativo di un consumo conspevole che sfidi, anche la Grande Distribuzione, dove la maggior parte delle famiglie si rivolge per i loro consumi agro alimentari, per sostenere un economia civile e non assoggettata più o meno consopevolmente alle agro mafie.

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