Editoriale – PAROLE E FATTI PER LE FAMIGLIE

La gente è stanca di parole. Crede alle parole che generano o provengono dai fatti. Queste sono le parole che noi vorremmo pronunciare e scrivere in questo sito per la famiglia. Chi siamo? Una redazione composta da persone che credono nel valore della famiglia e della esigenza di promuovere esperienze che ne favoriscano la nascita e lo sviluppo dentro la nostra realtà territoriale lombarda. Di cosa scriviamo? Scriviamo di famiglia. I fatti di cui parliamo e che vogliamo generare sono quelli del progetto «famigliaportavalori». Ve lo faremo conoscere sempre meglio. Per ora basti segnalare la «Family Card dei Comuni lombardi» e i Gruppi di acquisto familiari (GAF). La Card è una prepagata destinata alle famiglie con almeno tre figli e che consente uno sconto del 5% sui prodotti venduti dalle imprese aderenti. E poi tanti altri. Racconteremo le iniziative in atto nel progetto, censiremo altre buone pratiche di sostegno alla famiglia che raccoglieremo nel panorama del nostro paese.

Qual è la nostra VISIONE? Crediamo nella famiglia come struttura umana plasmata nella evoluzione biologica e culturale dei popoli che consente un incontro e uno scambio tra generi, generazioni e stirpi. Tale scambio si attua pienamente nella forma del dono. Crediamo nella necessità di stimolare le istituzioni sociali perché costruiscano Politiche familiari non solo per ma con le famiglie. Crediamo nella capacità degli uomini e delle donne di vivere realizzando appieno le proprie potenzialità intellettuali, affettive e sociali uscendo dall’individualismo. Crediamo che i problemi e le sfide che la vita propone alle famiglie si affrontino meglio insieme che da isolati. Crediamo che i valori spirituali, etici e culturali ci possono aiutare nutrendo di energia il nostro cammino. La nostra storia parte dal mondo dell’associazionismo di ispirazione cristiana ma, andando oltre i limiti confessionali, si apre a tutti coloro che condividono i nostri propositi e sono disponibili a collaborare a progetti comuni.

Qual è dunque la nostra MISSIONE? Quella di comunicare, attraverso questo sito e questa pubblicazione settimanale, le iniziative del progetto e generarne ulteriori.

Lavoreremo nel sito attraverso rubriche nelle quali un redattore approfondisce diverse aree delle iniziative dl progetto. Scoprite una per una le rubriche navigando nelle diverse sezioni della nostra pubblicazione on line.

Infine i vostri commenti e le vostre reazioni saranno i benvenuti. Daremo risposta alle domande e pubblicheremo quelle di interesse comune.

 

Paolo Ciotti, caporedattore

Brianza Sicura – semi di legalità contro la ‘ndrangheta

 

Il convegno sulla legalità che si è svolto venerdì 16 maggio organizzato dal Consiglio comunale di Seveso non avrebbe potuto avere un titolo più adatto. Dopo l’operazione Tibet e il caso della banca della ‘ndrangheta, il territorio brianzolo ha bisogno di essere risanato. La mafia non è una malattia che dopo una virulenta manifestazione sparisce, ma si insinua nel tessuto sociale silenziosamente, fino a diventarne parte integrante. «Non ci sono territori immuni dalle mafie» esordisce il primo dei tre autorevoli relatori Salvatore Bellomo, sostituto procuratore di Monza, che assieme a Nando Dalla Chiesa, docente universitario di sociologia e presidente onorario di Libera e David Gentili, presidente della Commissione antimafia di Milano, presiede il convegno. «Le mafie non sono più localizzate, ma sono esplose a livello mondiale e inoltre il territorio brianzolo è ricco di profitto: Monza e Brianza, Milano, Torino e Imperia sono le province con maggiore presenza mafiosa». La diffusione di pratiche mafiose nel nostro territorio, come l’estorsione, il riciclaggio di denaro, il familismo, preoccupa non poco le istituzioni comunali, che si sono coordinate con la magistratura, la commissione antimafia e ANCI per istituire un Tavolo di lavoro per la legalità per impedire che la mafia pervada anche il tessuto amministrativo.

Quali sono dunque le “medicine” per combattere la mafia? «La lotta alla mafia richiede intransigenza» dichiara Nando Dalla Chiesa, «l’errore più grande è negare l’esistenza della mafia; il primo passo per riconoscere una pratica mafiosa è conoscere».

Con “Brianza SiCura” il cittadino si prende lui stesso cura del proprio territorio. «Lo scopo di questa iniziativa è combattere il disagio sociale di mancanza di cognizione del problema» conferma il consiglio comunale. «Chi fa polita in Brianza non può prescindere dall’occuparsi di questi temi, ma anche i cittadini hanno il loro pezzetto di responsabilità».

I relatori lanciano un appello ai cittadini: «Non si può demandare il problema all’azione repressiva delle forze dell’ordine. Il cittadino deve avere il coraggio di denunciare, e precedere quindi la magistratura. I capi mafiosi non si riuniscono in luoghi privati ma in centri, ristoranti, esercizi pubblici.

Giovanni Falcone, che è stato lo spartiacque tra l’atteggiamento di omertà e la lotta alle mafie , disse “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine.” Ed è la coscienza di un popolo che decide quando è la fine».

Il convegno sulla legalità che si è svolto venerdì 16 maggio organizzato dal Consiglio comunale di Seveso non avrebbe potuto avere un titolo più adatto. Dopo l’operazione Tibet e il caso della banca della ‘ndrangheta, il territorio brianzolo ha bisogno di essere risanato. La mafia non è una malattia che dopo una virulenta manifestazione sparisce, ma si insinua nel tessuto sociale silenziosamente, fino a diventarne parte integrante. «Non ci sono territori immuni dalle mafie» esordisce il primo dei tre autorevoli relatori Salvatore Bellomo, sostituto procuratore di Monza, che assieme a Nando Dalla Chiesa, docente universitario di sociologia e presidente onorario di Libera e David Gentili, presidente della Commissione antimafia di Milano, presiede il convegno. «Le mafie non sono più localizzate, ma sono esplose a livello mondiale e inoltre il territorio brianzolo è ricco di profitto: Monza e Brianza, Milano, Torino e Imperia sono le province con maggiore presenza mafiosa». La diffusione di pratiche mafiose nel nostro territorio, come l’estorsione, il riciclaggio di denaro, il familismo, preoccupa non poco le istituzioni comunali, che si sono coordinate con la magistratura, la commissione antimafia e ANCI per istituire un Tavolo di lavoro per la legalità per impedire che la mafia pervada anche il tessuto amministrativo.

Quali sono dunque le “medicine” per combattere la mafia? «La lotta alla mafia richiede intransigenza» dichiara Nando Dalla Chiesa, «l’errore più grande è negare l’esistenza della mafia; il primo passo per riconoscere una pratica mafiosa è conoscere».

Con “Brianza SiCura” il cittadino si prende lui stesso cura del proprio territorio. «Lo scopo di questa iniziativa è combattere il disagio sociale di mancanza di cognizione del problema» conferma il consiglio comunale. «Chi fa polita in Brianza non può prescindere dall’occuparsi di questi temi, ma anche i cittadini hanno il loro pezzetto di responsabilità».

I relatori lanciano un appello ai cittadini: «Non si può demandare il problema all’azione repressiva delle forze dell’ordine. Il cittadino deve avere il coraggio di denunciare, e precedere quindi la magistratura. I capi mafiosi non si riuniscono in luoghi privati ma in centri, ristoranti, esercizi pubblici.

Giovanni Falcone, che è stato lo spartiacque tra l’atteggiamento di omertà e la lotta alle mafie , disse “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine.” Ed è la coscienza di un popolo che decide quando è la fine».

Laura Villa per famigliaportavalori.it

6 consigli utili per la tua Famiglia per risparmiare sulla spesa

Nonostante la crisi economica e i prezzi crescenti risparmiare sulla spesa è ancora possibile. Ecco qui 6 consigli utili per una spesa intellingente:

1. Fare una lista della spesa

Fare una lista delle spesa è il consiglio più semplice di tutti che noi tutti conosciamo ma spesso facciamo fatica a mettere in pratica. La lista della spesa per essere efficace deve rispettare 2 requisiti fondamentali:
– deve essere stilata prima di recarsi al supermercato;
– deve riportare i prodotti di cui realmente abbiamo bisogno.

La lista della spesa è importante perchè ci aiuta a non essere attirati dalle tecniche di marketing utilizzate dai supermercati.

Se sei stanco di prendere carta e penna per redigere la tua lista della spesa puoi usare il tuo smartphone o tablet con una delle seguenti app:
Faccio la spesa
Shopping List
Lista Spesa

lista_della_spesa_300px

2. Confrontare le offerte

Confrontare i prezzi e le offerte sugli stessi prodotti nei differenti supermercati è un’operazione che richiede tempo e pazienza ma che può assicurare un notevole risparmio.
Ad aiutarti in questa operazione esiste un sito (mondovolantino.it) che mi sento di consigliarti, il quale ti permette di confrontare i volantini dei principali supermercati.

3. Comprare i marchi del supermercato

Ormai i prodotti che riportano il marchio del supermercato popolano gli scaffali da anni. Spesso tali prodotti dal consumatore medio vengono etichettati come prodotti di qualità bassa, ma in realtà essi garantiscono qualità e sicurezza analoga. Spesso essi sono prodotti dalle stesse aziende dei brand più noti e pubblicizzati.

Nel seguente articolo puoi trovare una lista di prodotti con il marchio del supermercato prodotti dalle aziende più famose.

4. Acquistare nell’orario di chiusura

Acquistare in concomitanza dell’orario di chiusura può comportare un notevole risparmio sui prodotti deperibili. Infatti il supermercato su tali prodotti (come ad esempio pane, salumi, formaggi, pesce fresco e prodotti di gastronomia) a fine giornata applica sconti dal 20 al 30%, poiché altrimenti andrebbero rimossi dai banchi di vendita.

5. Acquistare in gruppo

Oggigiorno è possibile acquistare prodotti di qualità e a filiera corta senza avere paura del prezzo. Tutto ciò è possibile acquistando in gruppo! Clicca qui per conoscere il nostro progetto sui Gruppi di Acquisto Familiari (GAF).

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6. Munirsi di carte fedeltà

Tutti i supermercati ormai hanno la propria carta fedeltà le quali consentono ai possessori di poter usufruire di promozioni e sconti sui prodotti.

Altrimenti puoi attendere il lancio della Family Card la carta che permette alla tua famiglia di accedere a un 5% di sconto sulla vostra spesa! Inoltre destineresti l’1% al Fondo Sociale a favore delle buone pratiche di politica familiare del tuo Comune.

 

Vuoi inviare un suggerimento su come risparmiare sulla spesa? Lascia un commento qui sotto!

 

Affetti e famiglia

Questa è una rubrica sugli affetti. Ma cosa sono gli affetti? E perché parlarne in un sito che si occupa di famiglia e della sua promozione sociale? Oggi si parla più normalmente di emozioni, di sentimenti, di passioni. Ma si parla poco di affetti. E’ una parola che ha una origine antica, che ci ricorda qualcosa che ci prende e non ci molla. La si usa con questo senso in medicina. Esser affetti, lì significa essere malati perché colpiti da un morbo o da una malattia. Eppure si parla anche di educazione degli affetti e di affettività, intendendo con queste parole tutto il mondo che ruota intorno all’amore e alla sessualità. E qui si para di fronte a noi un primo bivio, se vogliamo percorrere la strada della esplorazione degli affetti in famiglia. Si tratta di qualcosa di fronte alla quale noi siamo solo passivi o qualcosa di fronte alla quale abbiamo uno spazio di manovra e di gestione?

Nelle cronache giornalistiche dei peggiori atti criminali si parla spesso di “raptus”, cioè di una specie di rapimento di cui sarebbe stato vittima l’assassino che, lasciandosi “rapire” dall’odio e dall’ira (due tra gli affetti, appunto) si è comportato da schiavo di tali moti dell’animo. Se è vero che in diverse occasioni della vita dobbiamo convenire che la forza di certi affetti è così grande da toglierci la libertà di agire, dobbiamo però riconoscere, e forse credere, che nella normalità delle situazioni noi possiamo in qualche misura riconoscere, regolare ed indirizzare gli affetti verso i comportamenti che riteniamo più giusti e consoni alla situazione.

La vita di famiglia, di coppia prima e di famiglia poi, è una vita ricca di affetti. Per questo vale la pena di promuovere una riflessione e una educazione attenta degli affetti implicati nella vita familiare. E’ quello che faremo in questa rubrica, passo dopo passo, lasciandoci ispirare dalle esperienze reali della vita e dal patrimonio della riflessione umanistica ed etica che abbiamo ricevuto.

Paolo Ciotti, caporedattore

Dalla trappola alla rete: Rossana Ulisse

rossana-e-papà4Quando un parente cade nella trappola della dipendenza del gioco d’azzardo, tutta la famiglia ne è vittima. Trasformare la trappola in una rete sociale che promuove la cultura delle buone pratiche contro il gioco d’azzardo patologico non è cosa da poco. Significa mettere a disposizione la propria esperienza, spesso molto dolorosa, e avere il coraggio di mettere in discussione il proprio vissuto. Questo è il vero azzardo, difficile ma possibile, come dimostra la testimonianza di Rossana Ulisse.

Rossana e papa“Cucù cucù l’aprile non c’è più è ritornato maggio al canto del cucù”
… quante volte ho cantato questa canzoncina pensando al mese di maggio che finalmente arriva e porta con sé la primavera? Tante e tante volte; ho sempre amato il mese di maggio … e ora? Ora il mese di maggio fa quasi paura, porta sofferenza e mancanza, la tua mancanza Papà. E tornano i ricordi dell’anno scorso
Il 3 maggio 2013 era un venerdì, io e Anto avevamo già preparato tutto sin dalla sera prima (e anche qualche giorno prima) la valigia con vestiti per la serata da ballo che avremo passato sulle note dei Ciac Boum, costume e telo mare. Ci aspettava uno dei nostri w/e “ballo e mare” in questo caso da passare A Fayence in Costa Azzurra. Poco prima della partenza arriva la telefonata di mia sorella Romina: “tu da quanto tempo non senti papà al telefono?” Io non sentivo mio padre da parecchi mesi ormai, dall’ultima volta che mi aveva detto l’ennesima bugia sui soldi che gli avevo prestato e che non mi restituiva mai. Io avevo solo avuto qualche sporadico scambio di sms con lui “Buon 2013” – “Buona Festa del Papà! Come stai? Quando vieni a trovarmi?” – “Buona Pasqua e quando venite a trovarci nella casa nuova? Io e Antonio ti aspettiamo a braccia aperte, lo sai” Così le chiedo cosa sta succedendo.Insomma, eri sparito, non era la prima volta che lo facevi ma … da tanti anni non lo facevi più, di sparire così. Gli ho dato poco peso, mi sono preoccupata sì, ma ho pensato ad una delle tue pazzie che facevi quando eri più giovane. Così siamo partiti ugualmente, anche se non spensierati. Il 4 maggio 2013 era un sabato. Io e Antonio ci siamo svegliati non troppo tardi e alle 11.00 eravamo in un baretto francese a fare colazione in attesa di andarcene in spiaggia, a Saint Raphael. Stavo bevendo il caffè quando arriva la telefonata di Romina “l’hanno trovato, a Lainate” (silenzio) io tiro un sospiro di sollievo, ma lei continua “però è morto!” Ecco Maggio, ti è chiaro quanto io adesso non possa sopportare il tuo arrivo? Sono seguiti giorni di sofferenza, di ricordi, di pianto, di abbracci, di riavvicinamento con mio fratello e mia madre che non pensavo più sarebbero avvenuti, di amore e di sostegno da parte di mio marito. Suicidio. Mio padre si è suicidato. Debiti. Sono saltate fuori montagne di debiti. Dipendenza da gioco. Queste tre parole invece non sono mai state usate, ma queste tre parole sono la causa del tuo gesto estremo.
Adesso, che è passato un anno, queste tre parole sono state sostituite dalla parola Azzardopatia, parola molto più completa che ho imparato a conoscere, insieme a un sacco di persone meravigliose che ho conosciuto e che ogni giorno lottano per combattere questa grave malattia. E’ una battaglia culturale ed economica quella che stiamo affrontando. Adesso faccio parte dell’organico dell’Associazione Movimento NoSlot, e al suo interno metto a frutto alcune capacità che ho come quella organizzativa per esempio. Io e Antonio con la RoxRecords abbiamo attivato una raccolta fondi per sostenere l’Associazione, attraverso la vendita online di una Compilation di musica Folk “TradAction2013” alla quale ben 17 gruppi di musica Folk italiani e non hanno aderito donando un loro buon pezzo di musica tradizionale. Ho partecipato ad alcuni “SlotMob”: manifestazioni pacifiche dove si decide di riunirsi in un bar che ha scelto di togliere o di non mettere le SlotMachine e di rinunciare ai guadagni ad esse collegati, e tutti insieme si fa colazione in quel bar o si beve l’aperitivo, e si gioca in altro modo (calcetto, flipper o anche altri giochi organizzati proprio per quell’occasione). Faccio parte del comitato organizzativo che sta promuovendo la campagna delle “Buone Pratiche” promossa dal Forum delle Famiglie Monza e Brianza. Ho partecipato anche al gruppo di Mutuo Auto Aiuto della Casa del Giovane di Pavia, Simone Feder mi ha invitato (lui è una delle persone meravigliose che ho avuto la fortuna di incontrare in questo anno) e che mi ha aiutato e tuttora mi aiuta ad affrontare la mia sofferenza. Un progetto che mi piacerebbe molto poter realizzare è esportare lo stesso modello di gruppo anche qui, zona Monza Brianza, Sesto San Giovanni; e a tal proposito sto collaborando insieme ad alcune persone (fondamentale la presenza di Simone Feder) per poterlo attuare. All’interno di questo gruppo si parte dalla famiglia come risorsa di aiuto. Un ex giocatore partecipa insieme ad un accompagnatore (scelto dall’ex giocatore) e insieme costruiscono un percorso di uscita dalla malattia; un percorso lungo e difficile sì ma fatto d’amore. Ecco, io partecipando a questo gruppo non ho potuto fare a meno di pensare che il mio Papà di famiglie a disposizione ne aveva ben due! E nessuno di noi è riuscito a capire la gravità della situazione. E così la mia mente e il mio cuore si affollano di tanti e tanti SE e MA e FORSE e MAGARI e rimangono tutti senza risposta e sono colmi di sofferenza e di mancanza.
Un giorno mi sono imbattuta in questo pensiero “Soffrire è sgradevole, ed è naturale voler mettere subito termine alla sofferenza in qualsiasi modo. Eppure, vi sono circostanze in cui sarebbe preferibile non sfuggire sistematicamente alla sofferenza, ma cercare piuttosto di attingere da essa delle forze per una vita nuova. Sì, perché una delle proprietà della sofferenza è quella di risvegliare nell’essere umano delle qualità che non si manifesterebbero mai in altre condizioni. Perciò, quando vi accade di soffrire fisicamente o moralmente, dite a voi stessi che vi viene offerta un’occasione per fare un grande lavoro su di voi.”
Vero, sono d’accordo! Per questo ora io ho deciso di far parte dell’Associazione Movimento NoSlot. Attingo forza dalla mia sofferenza per creare una nuova comunicazione.
Vorrei raggiungere il maggior numero di persone che hanno in famiglia qualcuno affetto da Azzardopatia e dirgli, con calma, guardandole negli occhi, di dare retta ai dubbi che arrivano e che nascono da segnali che il vostro familiare vi manda. Stare attenti soprattutto alle bugie. Un giocatore mente sempre, mente su tutto, anche su quello su cui non è affatto necessario mentire. E soffre, soffre tantissimo. La famiglia è un bene prezioso, una risorsa. A chi è affetto da questa patologia e soffre mi sento di consigliare di fidarsi dei suoi familiari, di chiedere aiuto anche a loro, di non escluderli dalla propria vita.
Io ho perdonato mio padre e il suo gesto. Nel mio piccolo l’ho perdonato. So che Dio Compassionevole e Misericordioso lo ha già fatto da tempo Lo so che in tutte queste persone che incontro cerco un pezzettino di mio padre per poter tornare indietro, anche solo un momento e potergli dire tante e tante cose. Magari riuscire ad aiutarlo. Quella più importante è quanto Amore provo per lui. Io sono sicura che lui adesso, in qualunque posto sia, il mio Amore lo sente. Così questo Amore lo traduco nel mio impegno in questa lotta.
NoSlot!

Rossana Ulisse
Fonte: http://blog.vita.it/noslot/2014/05/03/un-anno-che-non-ci-sei-piu-2/