Da qui in avanti: fine progetto e rilancio

Chiudiamo in questi giorni il progetto 2015-2016 La Famiglia Portavalori in Rete con una semplice festa a Garbagnate domenica 26 giugno 2016. Nello stesso fine settimana si svolge a Verona l’importante convegno promosso da AFI nazionale in cui il nostro progetto viene presentato e promosso. Di seguito ne diamo notizia ed approfondimenti.

AfiNazionale
Il logo di Afi Nazionale

Un percorso implica una meta, un punto di arrivo. Il tempo a disposizione del progetto avviato nello scorso ottobre è ormai completato e ci ritroveremo; membri dei Gruppi di Acquisto Familiare, Famiglie sostenute da loro, simpatizzanti e collaboratori vari per incontrarci, parlare e vivere un momento di amicizia e festa insieme. E’ importante che ci ritroviamo per sostenere e rinforzare le relazioni tra noi e ampliare la rete che stiamo costruendo.

SchemiFamigliaPortavalori

Nel contempo a Verona di svolge il convegno di AFI (associazione delle Famiglie Italiane) nazionale per la celebrazione del suo XXV anno associativo. In questo contesto il nostro presidente Cesare Palombi porterà il racconto di ciò che stiamo facendo e continuerà a tessere, instancabile, la rete di contatti che ci sta portando a rendere il nostro progetto valido e espandibile in Italia e anche in Europa.

Vi invitiamo a dare un’occhiata ai link sopra indicati e naturalmente a partecipare alla festa di Garbagnate!

2016_06_26-festaGarbagnate

 

 

 

 

 

Per la famiglia … insieme

Stiamo ormai giungendo al termine del progetto Famiglia Portavalori in Rete, edizione 2015-16. Grandi novità si preparano per la ripresa autunnale e il nuovo anno 2017. Non è ancora tempo di renderne conto e condividerle a mezzo stampa (online). L’editoriale di aprile lo dedichiamo a notare i fili che intrecciano la nostra azione associativa (AFI) con il recente documento del Papa “Amoris Laetitia”, Esortazione Post sinodale che raccoglie il pensiero del Papa a partire dal lavoro di ben due sinodi sulla Famiglia.

Non ci interessa fare un commento o una sintesi dell’intero documento. Ci interessa notare come il discorso del Papa tenga conto con attenzione della realtà concreta delle famiglie e delle particolarità che in ogni cultura si manifestano. Non presenta dunque una “dottrina” ma una sintesi di principi e analisi che offre allo sviluppo delle chiese locali e degli uomini di buona volontà.

amoris-laetitia

Mi ha colpito in particolare il seguente passo:

Le famiglie hanno, tra gli altri diritti, quello di « poter fare assegnamento su una adeguata politica familiare da parte delle pubbliche autorità nell’ambito giuridico, economico, sociale e fiscale. […] « Le coercizioni economiche escludono l’accesso delle famiglie all’educazione, alla vita culturale e alla vita sociale attiva. L’attuale sistema economico produce diverse forme di esclusione sociale. Le famiglie soffrono in modo particolare i problemi che riguardano il lavoro. Le possibilità per i giovani sono poche e l’offerta di lavoro è molto selettiva e precaria. (AL, nr 44.)

Politiche familiari per le famiglie.

In un mondo in cui prevalgono gli interessi delle grandi istituzioni e dei potenti sui poveri parliamo e lavoriamo perché le istituzioni promuovano autentiche politiche familiari. Tali misure economiche, giuridiche, organizzative devono favorire le famiglie nella loro costituzione e nel loro naturale sviluppo. L’impegno del nostro progetto che si è concretizzato nella costituzione della rete dei Comuni Amici della famiglia è proprio in questa direzione.

Casa e lavoro per ogni famiglia

Ogni famiglia per vivere ha diritto ad una casa e al lavoro che sostenta e rende dignitosa la vita dei suoi membri. Il nostro progetto si sta occupando di rilanciare la occupabilità dei lavoratori delle nostre famiglie associate che sono in difficoltà. Creare una rete di contatti, costruire con il passa parola occasioni e idee di creazione del lavoro: è un nostro obiettivo.

Già trovarsi, parlare, condividere la spesa e la solidarietà, favorisce il rinascere della speranza.

Insieme per le famiglie

Noi di AFI non ci stanchiamo di lavorare per la famiglie e per una economia più giusta e umana. Abbiamo sogni e ideali da impiegare come semi da coltivare con pazienza e meraviglia. I frutti, ne siamo certi, non tarderanno.

Dal Mare alla Solidarietà: “Fuocammare” di F. Rosi

Il dramma dei profughi è al centro dell’attenzione del film documentario Fuocammare che ha vinto un prestigioso premio cinematografico a Berlino. Dalla crisi economica, politica e militare se ne esce solo con cuori e menti solidali e quindi giusti. Noi di Famiglia Portavalori in Rete ne siamo convinti.

Un film che muove il cuore e la mente e… speriamo la politica

Un altro colpo centrato della nostra produzione culturale: è il film documentario Fuocoammare di F. Rosi (2016). Premiato al festival di Berlino ci mette sotto gli occhi il dramma della più grande crisi umanitaria in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale.

locandina
La locandina del nostro film italiano vincitore al festival di Berlino 2016

Questo mentre in Europa si alzano nuovi muri, gli inglesi organizzano un referendum per andarsene dalla comunità, e in Italia alcuni sono tentati di omologarsi a questo pensiero politico che, come un torrente carsico, rischia di diffondersi tra il nostro popolo di ex migranti.

Scrive G. Zappoli sul sito specializzato www.mymovies.it :

Samuele è un ragazzino con l’apparente sicurezza e con le paure e il bisogno di capire e conoscere tipici di ogni preadolescente. Con lui e con la sua famiglia entriamo nella quotidianità delle vite di chi abita un luogo che è, per comoda definizione, costantemente in emergenza. Grazie a lui e al suo ‘occhio pigro’, che ha bisogno di rieducazione per prendere a vedere sfruttando tutte le sue potenzialità, ci viene ricordato di quante poche diottrie sia dotato lo sguardo di un’Europa incapace di rivolgersi al fenomeno della migrazione se non con l’ottica di un Fagin dickensiano che apre o chiude le frontiere secondo il proprio tornaconto. Samuele non incontra mai i migranti. A farlo è invece il dottor Bartolo, unico medico di Lampedusa costretto dalla propria professione a constatare i decessi ma capace di non trasformare tutto ciò, da decine d’anni, in una macabra routine, conservando intatto il senso di un’incancellabile partecipazione.

Le dimensioni del fenomeno profughi

Ce l’ha ricordato il giornalista Franco di Mare nel suo video editoriale del 23 febbraio 2016 (Rai Uno, Unomattina): 450.000 migranti giunti in  Italia negli ultimi 5 anni, buona parti transitati verso altri paesi europei. 13 milioni di italiani sono emigrati all’estero, soprattutto nelle Americhe, tra la fine dell’800 e i primi decenni del ‘900. Che memoria corta abbiamo! Con le dovute cautele e regole potremmo accogliere e integrare certamente questi profughi di guerra o economici che siano. Profughi prodotti dalle differenze inique di una economia che rende i poveri sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi ed egoisti.

Andiamo al cinema dunque, una volta tanto usciamo dalle nostre case e troviamoci insieme a vedere un film che tocca il cuore e la mente e ci prepara ad agire.

Solidarietà e  muto aiuto nel Progetto Famiglia Portavalori in Rete

Noi di Famiglia Portavalori in Rete, crediamo alla accoglienza e alla mutua solidarietà. Il nostro progetto che portiamo avanti come navigando in mari a volte sereni e a volte tempestosi, procede. E la paga più bella è vedere un sorriso nei volti di chi si coinvolge e trova un aiuto e un sostegno che lo rialzano e gli ridanno dignità. Sperimentiamo la condivisione del problema del lavoro e il prepararsi alla sua ricerca mirata, il collaborare insieme allo sbancalamento delle merci acquistate dai nostri Gruppi di Acquisti Familiare, il sostenerci con piccoli doni, scambi o semplicemente con l’ascolto. E’ la direzione giusta, lo crediamo e ne siamo certi. Per questo continuiamo a navigare remando contro le normali difficoltà che si incontrano quando si propone qualcosa di innovativo e resistendo ai profeti di sventura che fanno sentire la loro penosa cantilena: non ce la farete, è impossibile, non troverete risorse… bla bla bla.

“Acqua azzurra, acqua chiara…” Il consumo consapevole parte da qui

Acqua potabile, acqua possibile, per tutti e gratis. Si è svolto a Limbiate lo scorso 11 dicembre lo spettacolo H2Oro voluto dal Comune e dalla nostra associazione AFI in contemporanea con le esibizioni natalizie dei bambini delle elementari.

Informarci e divertirci: il teatro di impegno civile.

E’ stata una occasione per informarci su un problema nazionale divertendoci. L’attuale legislazione permette e favorisce il prelievo dell’acqua pubblica di fonte alle aziende che la imbottigliano e la vendono a prezzi enormemente aumentati. Inoltre l’operazione prevede la creazione di quantità cospicue di rifiuti di bottiglie in plastica che causano Volantinocosti di smaltimento tutti a carico della pubblica istituzione. Fabrizio De Giovanni, con la sua compagnia di teatro civile Itineraria, è giunto ad oltre 400 repliche in tutta Italia, e ci risveglia ad un consumo più consapevole e responsabile, anche se questo ci imporrà di cambiare tante abitudini consolidate. Ma ne vale la pena.

Il nostro presidente Cesare Palombi ha introdotto la serata salutando piccini e adulti e ha sottolineato quattro parole chiave che hanno dato vita alla scelta di programmare lo spettacolo:

  1. Bene Comune: l’acqua è elemento fondamentale del Bene Comune che tutti dobbiamo difendere e che tutti ci difende.
  2. Partecipazione: essere consapevoli di quello che accade intorno a noi e partecipare agli indirizzi che guidano lo sviluppo della società, è una cosa possibile e bella.
  3. Solidarietà o condivisione: mettendo in comune risorse materiali e di tempo e impegno possiamo costruire un mondo migliore per noi e per i nostri figli.
  4. Consumo Consapevole: possiamo fare molto, anche solo scegliendo cosa comprare e cosa NON comprare. L’acqua in bottiglia o del rubinetto è tra le scelte che incidono di più.

Qui sotto trovate le video interviste con cui l’attore ha arricchito il suo monologo esplorando le opinioni e i pregiudizi sull’acqua di rubinetto e quella in bottiglia. Se vuoi guardalo dal video di You Tube.

Sentite cosa ha scritto Dario Fo in una lettera alla compagnia di Fabrizio (documento tratto dal loro sito):

In un’altra occasione ho assistito all’esibizione della stessa compagnia diretta da Fabrizio, su un problema direi addirittura tragico, come quello della vergognosa speculazione che, da anni ormai, si produce nel mercato delle acque. Quello, per intenderci, che attraverso leggi a dir poco disoneste, permette ad imprenditori senza scrupoli di usare migliaia di tonnellate d’acqua di fonte, pagandola una sciocchezza per poi rivenderla in bottiglia a prezzi centuplicati rispetto a quanto l’hanno pagata. E noi, felici, ce la beviamo! Senza preoccuparci da quanto tempo quell’acqua si trovi dentro i contenitori suddetti, se sia veramente un’acqua pura o magari proveniente da fonti inquinate. Anche in questo caso ho seguito con facilità e accumulando sapere unito al divertimento e al piacere di scoprirsi tremendamente intelligente. Non perdetevi l’occasione di cui io ho goduto. Dario Fo

 

Non rimane che trarne le conseguenze. Noi del progetto Famiglia Portavalori in Rete stiamo seriamente pensando di togliere dal listino della nostra filiera ogni prodotto di acqua in bottiglia. Chi proprio la vuole la può acquistare personalmente senza più l’aiuto dei GAF, le cui risorse limitate vogliamo destinare altrove.

S. Rubinetto - Fresca di giornata
La simpatica etichetta con sui ci hanno proposto di tornare a consumare la sicura e fresca acqua del rubinetto

 

Se proprio non si può fare a meno dell’acqua in bottiglia almeno si potrebbe fare un acquisto consapevole leggendo l’etichetta e comprando le acque che fanno meno strada, e quindi inquinano di meno e sono meno a rischio di deterioramento in bottiglia di plastica. Qualche soggetto della Grande Distribuzione Organizzata lo propone (ho visto personalmente questi messaggi in un IPER COOP nel Lazio in queste vacanze di Natale). Almeno questo lo possiamo fare, e poi si vedrà.

Cominciamo dunque con grinta il nuovo anno sociale del Progetto Famiglia Portavalori in Rete. Troverete articoli che speriamo interessanti nelle diverse rubriche del nostro blog on line. Una riflessione sul Familismo amorale, una sull’economia civile e una sul contrasto al gioco d’azzardo. Buona lettura!

 

 

Un lavoro degno per ciascun essere umano

L’appello del Papa a Firenze e Prato ci incoraggia a percorrere la strada di cercare insieme un lavoro degno per tutte le famiglie del Progetto Famiglia Portavalori in Rete. E’ partito il corso di Bilancio delle Competenze per i partecipanti al progetto.

Lavoro degno
Un lavoro degno, lo chiede per tutti il Papa

Un lavoro degno: l’ha chiesto il Papa nel discorso di Prato lo scorso 10 novembre. Insieme all’accoglienza e al rispetto è ciò che spetta di diritto alla sacralità dell’essere umano.

Il lavoro degno per tutti è parte di quella misericordia che la Chiesa dall’8 dicembre con il Giubileo innalza come vessillo da condividere con l’umanità intera.

Il Papa spinge la Chiesa italiana ad essere umile, disinteressata e beata (che sa esprimere gioia). Questa è la via del nuovo umanesimo che rende i cristiani fedeli al messaggio di Gesù e credibili agli occhi del mondo. Da qui vengono gli spunti perché la Chiesa tutta inventi modi creativi di attuare questo programma con l’aiuto dello Spirito.

AFI per un lavoro degno per ogni famiglia.

Noi di AFI con il progetto Famiglia Portavalori in Rete ci mettiamo nella via di questo nuovo umanesimo e stiamo raccogliendo persone e famiglie rimaste ai margini della strada per aiutarle insieme a risollevarsi e riprendere il cammino.

In questo editoriale vogliamo in particolare sottolineare l’impegno a favorire l’acquisizione di un lavoro dignitoso e stabile per ciascuno. E’ da poco partita infatti una iniziativa che ha lo scopo di aiutare le persone coinvolte a cercare e trovare un lavoro dignitoso.

Si tratta di un percorso formativo di Orientamento al Lavoro e Bilancio di Competenze. Al termine delle giornate di aula e dei colloqui personali i partecipanti elaboreranno un piano personalizzato di ricerca del lavoro e saranno dotati di una relazione finale che riassume le loro competenze, i loro interessi e i loro desideri professionali. Sarà uno strumento utile e certificato per presentarsi ai datori di lavoro.

 Cosa è un lavoro degno?

  • Quello in cui sei trattato e agisci da artigiano e non da servo.
  • Quello in cui guadagni a sufficienza per vivere.
  • Quello in cui sei riconosciuto per il tuo valore professionale e umano.
  • Quello che ti aiuta ad esprimere tutte le tue potenzialità.
  • Quello che ti fa sentire costruttore di un mondo migliore agendo anche solo nel tuo piccolo particolare.

Quanto è lontana questa visione da certe realtà concrete!

Licenziata perché a 24 anni era “troppo vecchia”

Una giovane donna del nostro progetto ci ha raccontato di essere stata licenziata il giorno in cui compiva i suoi 24 anni. Perché? Perché era troppo vecchia. La sua ditta, sita in Carate Brianza, voleva solo giovani tra i 18 e i 24 anni non so per quale vantaggio fiscale, lecito o illecito.

Un lavoro degno
Lavoro in nero e Licenziamenti con ingiusta causa: ancora troppi.

Lasciamo da parte i risentimenti, teniamo con noi una giusta dose di indignazione e rimbocchiamoci  le maniche per creare occasioni di lavoro e aiutare chi era ai margini a rientrare nel cammino della vita insieme con gli altri.

Chi vorrà informarsi sul percorso da poco iniziato ci scriva, chi vorrà mettere a disposizione del lavoro – a qualsiasi titolo – si faccia avanti e confidiamo davvero di poter festeggiare a giugno 2016 tanti nuovi posti di lavoro degni, come dice Papa Francesco.

Famiglia Portavalori in Rete: a che punto siamo?

Dopo nove mesi di attività ufficiale facciamo il punto sulla situazione. Ne abbiamo parlato con Cesare Palombi (presidente Afi Milano e Brianza), Luigia Caria (Assessore alle politiche familiari del Comune di Seveso) e Moreno Merati (Consigliere Comunale di Muggiò con delega alle politiche familiari).

Sabato 12 settembre a CFamiglia Porta Valori in Reteastelnuovo del Garda hanno avuto un importante incontro con l’ex Sindaco (per 10 anni) Maurizio Bernardi, ora incaricato di realizzare il Fattore Famiglia comunale, e due parlamentari europei: Damiano Zoffoli e Luigi Morgano, oltre a diversi sindaci e assessori della zona. Hanno presentato lo stato del progetto www.famigliaportavalori.it e ricavato indicazioni e prospettive per una progettualità localizzata in tre regioni del nord Italia con uno sguardo europeo per un welfare familiare comunitario e generativo.

Dom. In cosa consiste in sintesi il progetto La Famiglia porta Valori in Rete?

Cesare Palombi, presidente AFI Milano e Brianza

(presidente Afi Milano e Brianza)

Cesare Palombi: Nella costituzione di una Rete di Comuni amici della Famiglia. Si tratta di un’alleanza tra famiglie, istituzioni civiche e soggetti economici che, sviluppando un circuito di economia civile, promuovano e finanzino buone pratiche. Oggi sono i Gruppi di Acquisto Familiare e la loro rete di prossimità, domani la Family Card dei comuni amici della Famiglia. L’aiuto alle famiglie è il risultato dell’azione progettuale. Questo i funzionari dei servizi sociali fanno fatica a capirlo. Se spendo 5.000 euro per aiutare 3 famiglie è spreco, dicono, ma se vedo la cosa come investimento per generare relazioni di mutuo aiuto e buon vicinato, cioè una cittadinanza attiva che coinvolga i soggetti interessati dal progetto  (famiglie, associazioni, aziende, istituzioni civili) allora il risultato non è solo quello delle poche famiglie aiutate ma una maggiore coesione sociale e ho riattivato il territorio con le pratiche di buon vicinato.

Dom. La Rete dei comuni amici della famiglia cos’è e a che punto è?

moreno merati
Moreno Merati, Consigliere Comunale di Muggiò

Moreno Merati: Il percorso fatto dai sette comuni della Brianza che hanno deliberato il Protocollo d’Intesa della Rete dei Comuni Amici della Famiglia ha due scopi principali: mettere in rete le esperienze di ciascun comune e confrontarsi sui progetti da attuare sul territorio per e con le famiglie, e fare “massa critica” per ottenere dei vantaggi per le famiglie dei comuni stessi.

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Luigia Caria, Assessore al Comune di Seveso

Luigia Caria: Sono ottimista, mancano poche delibere per l’avvio della Rete. A breve faremo una conferenza stampa e taglieremo il nastro. Ad oggi aderiscono sette comuni brianzoli che raccolgono 75.000 famiglie con oltre 220.000 abitanti: Seveso, Limbiate, Muggiò, Carate Brianza, Besana Brianza, Giussano e Brugherio. Si dovranno avviare, coinvolgendo le locali associazioni di famiglie, i Tavoli comunali di coprogettazione per lo sviluppo di buone pratiche di politiche familiari locali.

Moreno Merati: L’esperienza di Muggiò sul progetto è relativamente recente. La nuova amministrazione è in carica dal giugno 2014 e coerentemente con l’accordo fatto con il Forum delle Famiglie di Monza e Brianza il Sindaco ha assegnato la delega specifica per le politiche familiari ad un consigliere comunale. Il primo atto è stato quello di avviare la costituzione di un Tavolo delle Famiglie in Rete comunale, invitando le varie realtà che già avevano un ruolo sul territorio operando in diversi campi che comunque erano coerenti con attività a favore delle famiglie. La partecipazione dell’associazionismo locale è stata subito importante e dieci associazioni hanno aderito al Tavolo. Stiamo attuando un progetto importante in collaborazione con il comitato locale del progetto Famiglia Libera Energie contro le Mafie, formato da Libera Muggiò, Forum delle Famiglie di Monza e Brianza, circolo ACLI, Comitato soci Coop Muggiò, e con le scuole primarie e secondarie di Muggiò, dove è stato proposto ed accolto dai dirigenti scolastici. Il Progetto Legalità per e con le scuole, è un percorso articolato sui temi della legalità e del contrasto alle ludopatie.

Dom. Quali prospettive dopo il vostro incontro coi parlamentari europei del 12 settembre?

Moreno Merati: L’incontro di Castelnuovo del Garda con rappresentanti di comuni che stanno attuando  politiche familiari importanti da diversi anni ha messo sul tavolo della discussione diverse idee e progetti che possono essere sviluppate anche nei nostri comuni. La presenza di due parlamentari europei ha dato anche la possibilità di verificare i possibili sviluppi del progetto, interagendo con reti di comuni di altre regioni e confrontandosi con l’Europa, sia per studiare modelli virtuosi, come quello attuato in Germania, sia per ottenere eventuali vantaggi economici che aiuterebbero notevolmente le singole realtà comunali. Proseguire nel percorso di integrazione tra le varie realtà locali potrebbe dare importanti vantaggi sia di esperienze da condividere sia dal punto di vista economico e l’incontro di Castelnuovo del Garda ha incrementato la fiducia sulla possibilità di poter attuare anche nei nostri comuni delle politiche familiari più incisive e concrete.

Cesare Palombi: Stiamo cercando un collegamento tra noi e i comuni veneti ed emiliano-romagnoli. Questa Rete di Comuni, una volta connessa, chiederà alla comunità europea un finanziamento diretto per creare un modello di politiche con le famiglie che, mutuando dalla esperienza tedesca delle Alleanze Locali per la Famiglia, permetterà di sperimentare questo nuovo sistema di welfare con l’introduzione del “fattore famiglia comunale” e del progetto “La Famiglia porta-Valori in rete”. Per arrivare a questo finanziamento dobbiamo coinvolgere una porzione significativa del paese che c’è, il Nord Italia, e avere il patrocinio di 7 paesi membri.

Dom. Ma il Fattore Famiglia comunale in sperimentazione a Castelnuovo del Garda è davvero praticabile? Non spetta ai legislatori nazionali una tale riforma?

Luigia Caria: Maurizio Bernardi, ex Sindaco per 10 anni di questo virtuoso Comune, ha ideato la riforma cui ci ispiriamo. Considerata la deludente riforma nazionale del nuovo ISEE, la Rete Comuni Amici della Famiglia ha chiesto di poter condividere la sperimentazione Fattore Famiglia col suo ideatore per poterne valutare l’adozione anche sul territorio Brianzolo. Il Fattore Famiglia infatti impatta efficacemente sulle tariffe comunali dei servizi per le famiglie e nella modalità di erogazione dei contributi sociali. Si tratta di una autocertificazione descrittiva, i cui dati saranno gestiti da uno staff del prof. Perali dell’Università di Verona, quindi si ottengono anche dati utili per l’identificazione dei falsi poveri o evasori fiscali.

Cesare Palombi: in attesa della riforma dell’ISEE nazionale facciamo qualcosa che incide dal basso. Il Fattore Famiglia comunale dà strumenti per il governo locale delle politiche familiari.

Dom. E’ molto interessante l’esperienza dei Gruppi di Acquisto Familiari come reti di prossimità o buon vicinato solidale. Ma nella pagina di presentazione del sito si dice che l’obiettivo per la sostenibilità del progetto è che 10 Comuni promuovano e sostengano 10 GAF di almeno 30 famiglie entro il 2017. Quindi bisogna spiegare e convincere la gente. Come pensate di farlo?

Cesare Palombi: Dobbiamo crescere come numero di famiglie che fanno la spesa insieme in modo più consapevole. Cerchiamo famiglie disposte a spendere, nel nostro circuito, almeno 30 € al mese. Dobbiamo far capire perché fare la spesa insieme è importante, a tal scopo mi permetto una citazione Papa Francesco in Laudato Sì al n° 206:

“Un cambiamento negli stili di vita potrebbe arrivare ad esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale. È ciò che accade quando i movimenti dei consumatori riescono a far sì che si smetta di acquistare certi prodotti e così diventano efficaci per modificare il comportamento delle imprese, forzandole a considerare l’impatto ambientale e i modelli di produzione. È un fatto che, quando le abitudini sociali intaccano i profitti delle imprese, queste si vedono spinte a produrre in un altro modo. Questo ci ricorda la responsabilità sociale dei consumatori. «Acquistare è sempre un atto morale, oltre che economico».

Abbiamo bisogno di fare formazione e la lettera Laudato si’ di Papa Francesco è opportunamente in questa direzione. Vorremmo inventare occasioni formali e informali in questo anno sociale per riflettere su questi temi e promuovere le azioni di cooperazione e buon vicinato tra famiglie.

Luigia Caria: ritengo sia importante farci conoscere nei gruppi di acquisto e nei gruppi di famiglie esistenti, come quelli di spiritualità familiare delle parrocchie, per sviluppare alleanze e opportunità che il progetto dischiude e favorire la nascita di relazioni di mutuo auto aiuto familiare.

Moreno Merati: Uno degli aspetti importanti di questo progetto è quello di passare dal fare politiche per le famiglie al fare politiche con le famiglie, coinvolgendo le associazioni che si occupano quotidianamente di famiglia e riconoscendo nelle famiglie una risorsa per la società e non un soggetto passivo.

Dom. Come avviene concretamente il sostegno alle famiglie in difficoltà?

Cesare Palombi: le famiglie vengono segnalate dai Servizi Comunali e dalle Caritas locali, vengono accolte nel Gruppo ‘GAF’ locale, vengono inserite in un percorso personalizzato della durata di 10 mesi e seguite da un tutor. A loro viene assegnato un buono mensile per la spesa del valore di 100 euro e vengono assicurate dieci ore di lavoro (da impiegare nelle attività del progetto) pagate coi voucher lavoro (10 € lorde, 7,5 al netto dei contributi INPS). Le famiglie vengono poi aiutate a fare un’analisi delle loro capacità e competenze per facilitare la propria occupabilità in ordine alla possibilità di ritrovare lavoro stabile. Questo è il lavoro dello Staff di prossimità che, con una Tutor locale e un coordinatore, cerca di costruire una rete di reale prossimità tra la comunità che ha segnalato la famiglia e la famiglia stessa. Attualmente le famiglie coinvolte nel progetto sono a Limbiate, Seveso e stiamo partendo a Lissone. Altri Comuni e parrocchie stanno aderendo alla nostra proposta, ci chiamano per spiegare il progetto, abbiamo buone prospettive di avviare altri Gruppi di Acquisto Familiare, che aiuteranno altre famiglie impoverite a superare il difficile momento. Proprio da questa rete di prossimità ad esempio è avvenuto che una persona delle nostre famiglie ha trovato un impiego a tempo pieno. L’aiuto quindi non è solo economico ma soprattutto in relazioni che generano solidarietà e opportunità crescenti per tutti.

Il nostro dialogo finisce qui per ora, lo spazio a disposizione è terminato. Ma il cantiere rimane aperto più che mai e sarà ben accetto ogni contributo o desiderio di partecipare a questo lavoro dal basso per sostenere alcune famiglie in crisi economica e per trasformare le relazioni sociali in senso più umano e solidale.

Intervista e testo a cura di Paolo Ciotti

Corruzione, generazione e Famiglia Portavalori

La corruzione, la lotta contro di essa e il nostro progetto: cosa unisce insieme queste realtà? Ne parliamo nell’editoriale che precede la pausa estiva.

In queste ultime settimane si è parlato molto di corruzione. Ne ha parlato il Papa, ne ha parlato il Presidente della Repubblica, ne hanno parlato i politici in campagna elettorale, ne hanno parlato le cronache con la seconda puntata di Roma Mafia Capitale e ne abbiamo discusso tutti con i familiari e gli amici, ne sono convinto.

Cosa significa corruzione?
L'ombra della corruzione è giunta persino nel Campidoglio, la sede del Comune di Roma. Indignarsi è un dovere civico.
L’ombra della corruzione è giunta persino nel Campidoglio, la sede del Comune di Roma. Indignarsi è un dovere civico.

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Famiglia Portavalori e “Il volto della Misericordia”

Papa Francesco indice un Giubileo della Misericordia   per il 2015
Papa Francesco indice un Giubileo della Misericordia per il 2015

L’11 Aprile Papa Francesco ha pubblicato la Bolla d’indizione del nuovo anno giubilare 2015 dedicato alla riscoperta della Misericordia di Dio come tratto principale del suo volto e come contenuto centrale del messaggio e dell’azione della Chiesa nel mondo. Perché ce ne occupiamo in questo editoriale? Noi ci occupiamo di famiglia, non siamo un periodico parrocchiale o di un’associazione cattolica, anche se la spiritualità cristiana è tra le risorse presenti in molti di noi. Ce ne occupiamo perché il percorso indicato dal Papa conduce dall’alto dei cieli alla terra quaggiù e converge col nostro progetto.

Approfondisci

“FamigliaPortaValori” e la diocesi di Milano verso Expo 2015

Nell’editoriale dello scorso numero di questo periodico telematico “FamigliaPortaValori.it” abbiamo precisato come intendiamo promuovere la famiglia presentando gli obiettivi del nostro progetto e collegandoci al video messaggio che Papa Francesco ha inviato agli organizzatori di EXPO 2015 (Nutrire il pianeta, energia per la vita), nel quale abbiamo trovato assonanze e convergenze con quanto da tempo stiamo costruendo.

In questo numero riflettiamo su come il nostro progetto si pone in relazione ai temi e alle iniziative che stanno preparando la partenza di EXPO 2015 e in particolare del percorso che la Diocesi di Milano sta attuando e che avrà un primo momento pubblico significativo nelle feste della famiglia di domenica 12 aprile organizzate in diverse località dell’area milanese. Approfondisci

Promuovere la famiglia: Papa Francesco per EXPO 2015

Come promotori del progetto «Famiglia Portavalori in Rete» nello scorso numero della nostra pubblicazione abbiamo proposto la tesi che sia meglio promuovere la famiglia piuttosto che difenderla. O meglio che il modo migliore di difendere la famiglia sia proprio di operare concretamente per rendere più facile e sostenibile il suo nascere, crescere e realizzare le sue funzioni biologiche, sociali e spirituali.

Come promuovere la famiglia

Ora rimane da precisare COME noi vogliamo intraprendere questa strada. Il nostro piccolo contributo è quello di aver pensato e di stare preparando un progetto che metta in RETE famiglie, Comuni, Associazioni  e Aziende. Tale  rete di relazioni e di cooperazione mutua servirà a costruire Politiche Familiari che siano davvero di sostegno alle famiglie nelle loro necessità.  Nello stesso tempo la rete valorizza le istituzioni locali e stimola le aziende che vi aderiranno a realizzare le loro finalità. Lavoriamo per ampliare una economia civile che intende il concetto di guadagno non limitato alla sola dimensione monetaria ma a quella della crescita sociale e del Bene Comune.

Il messaggio di Papa Francesco

Ad incoraggiarci nel proseguire il nostro progetto ci viene incontro il video messaggio che Papa Francesco ha indirizzato pochi giorni fa agli organizzatori di Expo 2015 dal titolo “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.

I semplici passaggi, che abbiamo probabilmente già ascoltato, si sintetizzano nella tesi principale e nei tre punti che Egli ha affidato alla riflessione degli organizzatori di questa grande manifestazione.

La tesi principale che il Papa suggerisce è quella di realizzare il Primato della persona nella gestione delle politiche di produzione e distribuzione degli alimenti. No ai sofismi, cioè al vuoto e astratto parlare finalizzato solo a difendere i propri interessi di parte, per guardare in faccia le persone concrete e soprattutto coloro che in tutto il mondo hanno rinunciato a progettare la vita perché possono solo cercare di sopravvivere.

  1. Passare dalle urgenze alle priorità. L’invito è a superare una logica che spesso si vede agire in politica ma anche nelle nostre vite personali: dal rincorrere i problemi che si pongono con urgenza all’individuare le priorità con cui agire nel nostro tempo. E la prima delle priorità è quella di risolvere ed eliminare le iniquità, le ingiustizie, che sono la radice dei mali del nostro tempo. Mentre ci allarmiamo per la perdita di un punto della Borsa lasciamo nell’ombra le notizie che ci parlano dei morti di fame, freddo, malattie, guerre e violenze di ogni tipo. Occorre dire NO ad una economia fondata su un malcompreso senso della competizione che invece è solo tendenza alla esclusione e al rifiuto dei più deboli. E’ quella che il Papa chiama la «logica dello scarto». Gli esclusi sono scartati come avanzi inutili. Per questo la scelta da compiere è quella di togliere alle leggi di mercato la loro autonomia assoluta, un insegnamento ormai tradizionale nel Magistero sociale della Chiesa e condiviso da molti.
  2. Essere testimoni di carità. Il Papa propone che la politica sia vissuta come forma alta della carità che cerca il bene comune e non il potere di parte. Ogni atto amministrativo ed esecutivo dei governi e delle istituzioni dovrebbe tenere presente questa finalità ultima che si fonda sul riconoscimento della inviolabile dignità umana.
  3. Essere custodi e non padroni della terra. Il Papa cita una frase di un contadino di monti anni fa: «Dio perdona sempre, gli uomini solo talvolta, la terra non perdona mai». Custodire la terra e rispettarla come bene ricevuto in prestito dalle generazioni future per permetterle di essere fornitrice di cibo e vita per tutti noi e per chi ci seguirà: ecco la terza indicazione che ci deve guidare nell’anno di Expo 2015.
Custodire la terra, perché la terra non perdona mai
Custodire la terra, perché la terra non perdona mai

Il nostro obiettivo

L’obiettivo del nostro impegno di «Famiglia Portavalori in Rete» si situa proprio in questa direzione.

  • Vogliamo costruire reti di solidarietà tra famiglie, istituzioni locali ed aziende per dare voce alla dignità di tutti e dei più poveri in particolare.
  • Vogliamo far uscire le famiglie dal ripiegamento privato riscoprendo la dimensione sociale della vita quotidiana.
  • Vogliamo stimolare le istituzioni politiche a realizzare il loro mandato di servizio ai bisogni dei cittadini mediante un contatto e un confronto costanti.
  • Vogliamo coinvolgere il mondo delle imprese a realizzare una economia fondata sulla ricerca del bene comune e non del solo profitto.

Questo nostro ideale si realizzerà per gradi attraverso i diversi progetti che lo compongono e che nasceranno. La Rete dei Comuni Amici della Famiglia, la Family Card dei Comuni amici della famiglia, i Gruppi di Acquisto Familiare, sono i primi tre progetti che si pongono al servizio di questa meta. Nel nostro sito vogliamo dare qualche piccolo approfondimento culturale e un servizio informativo che accompagni in questo 2015 il nostro cammino nascente.