15 febbraio – I GAF si presentano a MILANO

Il progetto Famiglia Porta Valori in Rete ed in particolare i Gruppi di Acquisto Familiare verranno presentati a Milano Città Metropolitana

Venerdì 15 Febbraio 2019 – ore 21

presso il Teatro della Parrocchia di:

Santa Maria del Rosario – Milano

nel corso di un evento che ha a tema “Il buon vicinato per un’economia civile ed un lavoro dignitoso per tutti” al quale parteciperanno:

Saluto del vicario episcopale mons. Carlo Azzimonti 

“… Il Buon vicinato è la pratica possibile a tutti, ma per i discepoli del Signore è una forma di obbedienza al comandamento del Signore e di condivisione di una speranza più alta … I cristiani, insieme con tutti gli uomini di buona volontà, sono chiamati ad un impegno generoso e intelligente perché il lavoro sia una possibilità offerta a tutti e perché in esso si possa esprimere la dignità della persona fatta a immagine e somiglianza di Dio. Non possiamo dimenticare i contributi di Verona 2006 …” (E.G. nn. 182-204-206 / Laudato Sì )

Intervento del prof. Ivan Vitali della Scuola di Economia Civile (SEC)

Testimonianza del presidente di Afi-GAF Cesare Palombi

Considerazioni a cura di Matteo Zappa rappresentante della Caritas Ambrosiana.

 

 

La Famiglia è il FATTORE DECISIVO

Ci sentiamo provocati dalle parole di Sua Ecc. mons. Mario Delpini nel discorso di Sant’Ambrogio 2018 alla città di Milano pronunciato l’8 dicembre scorso e da lui intitolato “Autorizzati a pensare”

Emergono alcune problematiche emergenti e inevitabili: la crisi demografica, la povertà di prospettive per i giovani, le difficoltà occupazionali nell’età adulta e giovanile e la solitudine. Una risorsa determinante che può dare una risposta, è la famiglia! “La cellula vivente che può tenere insieme le età della vita, la cura per il futuro, la pratica della solidarietà, la prossimità alle fragilità e rendere la città un luogo in cui sia desiderabile vivere, lavorare, studiare, diventare grandi, essere curati e assistiti. La famiglia è il FATTORE DECISIVO. “

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Promuovere la famiglia: Papa Francesco per EXPO 2015

Come promotori del progetto «Famiglia Portavalori in Rete» nello scorso numero della nostra pubblicazione abbiamo proposto la tesi che sia meglio promuovere la famiglia piuttosto che difenderla. O meglio che il modo migliore di difendere la famiglia sia proprio di operare concretamente per rendere più facile e sostenibile il suo nascere, crescere e realizzare le sue funzioni biologiche, sociali e spirituali.

Come promuovere la famiglia

Ora rimane da precisare COME noi vogliamo intraprendere questa strada. Il nostro piccolo contributo è quello di aver pensato e di stare preparando un progetto che metta in RETE famiglie, Comuni, Associazioni  e Aziende. Tale  rete di relazioni e di cooperazione mutua servirà a costruire Politiche Familiari che siano davvero di sostegno alle famiglie nelle loro necessità.  Nello stesso tempo la rete valorizza le istituzioni locali e stimola le aziende che vi aderiranno a realizzare le loro finalità. Lavoriamo per ampliare una economia civile che intende il concetto di guadagno non limitato alla sola dimensione monetaria ma a quella della crescita sociale e del Bene Comune.

Il messaggio di Papa Francesco

Ad incoraggiarci nel proseguire il nostro progetto ci viene incontro il video messaggio che Papa Francesco ha indirizzato pochi giorni fa agli organizzatori di Expo 2015 dal titolo “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.

I semplici passaggi, che abbiamo probabilmente già ascoltato, si sintetizzano nella tesi principale e nei tre punti che Egli ha affidato alla riflessione degli organizzatori di questa grande manifestazione.

La tesi principale che il Papa suggerisce è quella di realizzare il Primato della persona nella gestione delle politiche di produzione e distribuzione degli alimenti. No ai sofismi, cioè al vuoto e astratto parlare finalizzato solo a difendere i propri interessi di parte, per guardare in faccia le persone concrete e soprattutto coloro che in tutto il mondo hanno rinunciato a progettare la vita perché possono solo cercare di sopravvivere.

  1. Passare dalle urgenze alle priorità. L’invito è a superare una logica che spesso si vede agire in politica ma anche nelle nostre vite personali: dal rincorrere i problemi che si pongono con urgenza all’individuare le priorità con cui agire nel nostro tempo. E la prima delle priorità è quella di risolvere ed eliminare le iniquità, le ingiustizie, che sono la radice dei mali del nostro tempo. Mentre ci allarmiamo per la perdita di un punto della Borsa lasciamo nell’ombra le notizie che ci parlano dei morti di fame, freddo, malattie, guerre e violenze di ogni tipo. Occorre dire NO ad una economia fondata su un malcompreso senso della competizione che invece è solo tendenza alla esclusione e al rifiuto dei più deboli. E’ quella che il Papa chiama la «logica dello scarto». Gli esclusi sono scartati come avanzi inutili. Per questo la scelta da compiere è quella di togliere alle leggi di mercato la loro autonomia assoluta, un insegnamento ormai tradizionale nel Magistero sociale della Chiesa e condiviso da molti.
  2. Essere testimoni di carità. Il Papa propone che la politica sia vissuta come forma alta della carità che cerca il bene comune e non il potere di parte. Ogni atto amministrativo ed esecutivo dei governi e delle istituzioni dovrebbe tenere presente questa finalità ultima che si fonda sul riconoscimento della inviolabile dignità umana.
  3. Essere custodi e non padroni della terra. Il Papa cita una frase di un contadino di monti anni fa: «Dio perdona sempre, gli uomini solo talvolta, la terra non perdona mai». Custodire la terra e rispettarla come bene ricevuto in prestito dalle generazioni future per permetterle di essere fornitrice di cibo e vita per tutti noi e per chi ci seguirà: ecco la terza indicazione che ci deve guidare nell’anno di Expo 2015.
Custodire la terra, perché la terra non perdona mai
Custodire la terra, perché la terra non perdona mai

Il nostro obiettivo

L’obiettivo del nostro impegno di «Famiglia Portavalori in Rete» si situa proprio in questa direzione.

  • Vogliamo costruire reti di solidarietà tra famiglie, istituzioni locali ed aziende per dare voce alla dignità di tutti e dei più poveri in particolare.
  • Vogliamo far uscire le famiglie dal ripiegamento privato riscoprendo la dimensione sociale della vita quotidiana.
  • Vogliamo stimolare le istituzioni politiche a realizzare il loro mandato di servizio ai bisogni dei cittadini mediante un contatto e un confronto costanti.
  • Vogliamo coinvolgere il mondo delle imprese a realizzare una economia fondata sulla ricerca del bene comune e non del solo profitto.

Questo nostro ideale si realizzerà per gradi attraverso i diversi progetti che lo compongono e che nasceranno. La Rete dei Comuni Amici della Famiglia, la Family Card dei Comuni amici della famiglia, i Gruppi di Acquisto Familiare, sono i primi tre progetti che si pongono al servizio di questa meta. Nel nostro sito vogliamo dare qualche piccolo approfondimento culturale e un servizio informativo che accompagni in questo 2015 il nostro cammino nascente.

Educazione affettiva in famiglia

Gli affetti possono essere fonte di grande soddisfazione ma anche di grande dolore. Lo dicono anche i detti popolari: Donne e motori: gioia e dolori! In questa puntata della nostra rubrica sostengo che l’esperienza originaria del dolore e del piacere richiede di essere modulata ed equilibrata da interventi correttivi e di sostegno da parte dei genitori. E’ questa l’essenza della educazione affettiva.

Famiglia luogo di piacere e dolore

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Gioie e dolori sono radicate nelle prime sensazioni corporee del piccolo bimbo

Gli affetti in famiglia possono essere fonte di grande soddisfazione ma anche di grande dolore. Già, ma è proprio questa l’essenza degli affetti. Ci fanno “sentire” nel corpo e nell’animo intensi stati piacevoli o spiacevoli. La nostra vita inizia proprio così. Il bambino piange o sorride quando si presentano gli uni o gli altri. E crescendo impariamo a dirigere i nostri comportamenti, la nostra attenzione, il nostro interesse e i nostri pensieri su ciò che ci causa piacere e ad evitare ciò che ci causa dolore. Perché bisogna dire al bimbo piccolo che prende in mano un pezzo di sapone: “Cacca…!” accompagnandolo da un gesto deciso con cui glielo togliamo? Perché sappiamo che in quel momento il bimbo piccolo è preso dal piacere di conoscere una cosa nuova e sappiamo che il suo mezzo di conoscenza è portare l’oggetto alla bocca. Noi adulti interveniamo per correggere questa tendenza naturale perché, se lasciata a briglia sciolta, danneggia la salute di nostro figlio.

Il ruolo dei genitori

Infatti, se non ci fossero i genitori e gli altri educatori, la tendenza a cercare il piacere ed evitare il dolore guiderebbe in modo pervasivo tutti i comportamenti del bimbo. E’ vero che esistono meccanismi radicati nel corpo di autoregolazione, come per la fame, la sete e il sonno. Ma se non intervenisse chi si prende cura del bimbo si correrebbe il rischio di bloccarsi a questo primo stadio di sperimentazione degli affetti e dei loro effetti. Questo blocco impedirebbe al bimbo di giungere alla pienezza della sua maturazione nella capacità di discernere e lasciarsi guidare da quello che considera il bene e il male, anche se non coincidono più solo con il piacere e il dolore sentiti nel corpo.

La sintonizzazione affettiva fa la differenza

La crescita delle diverse abilità psico-fisiche porta con sé una differenziazione sempre maggiore degli affetti che sperimentiamo. L’intenso piacere del contatto con la madre e il padre che si prendono cura, il sorriso del bimbo rispecchiato dal genitore, la gioia di un comportamento prima impossibile o sconosciuto che ora si gode di mettere in atto, i vocalizzi di gioia che accompagnano l’esperienza di sentirsi “sintonizzati” con il proprio genitore sono pietre miliari della educazione degli affetti che ognuno ha ricevuto in famiglia. Gli studi sui bambini piccoli hanno messo in luce che già dai primi mesi i bimbi godono o soffrono di questa sintonizzazione affettiva con chi si prende cura di loro. Guardate questo esperimento (Del Dr. Tronick di Boston) su un bambino piccolo che conferma la esperienza di mamme e papà: un intervento dell’adulto che si sintonizza sulle emozioni del bimbo causa gioia.

L'esperimento di Tronick: sequenza di buona sintonizzazione affettiva tra madre e bambino. La gioia si amplifica.
L’esperimento di Tronick: sequenza di buona sintonizzazione affettiva tra madre e bambino. La gioia si amplifica.
Sequenza di non sintonizzazione affettiva, il bambino si stupisce, si arrabbia e si angoscia.
Sequenza di non sintonizzazione affettiva, il bambino si stupisce, si arrabbia e si angoscia.

La mancanza di una risposta sintonizzata causa stupore, delusione, rabbia e angoscia crescenti. Questo dimostra come i bambini di pochi mesi siano sensibili e capaci di vivere le interazioni sociali attraverso affetti che sono causati dalla sintonizzazione con l’adulto di riferimento.

In pratica che fare?

Come possiamo fare per cominciare o riprendere una buona educazione affettiva in famiglia? Partiamo dalla relazione, da una relazione che si sintonizza sulle emozioni, che le costruisce in una sequenza continua di scambi e che porta a condividere le gioie e i dolori della vita quotidiana.

Ma per fare questo dobbiamo dedicare attenzione, cuore e tempo alle relazioni in famiglia. E non solo tra genitori e figli ma anche nella coppia e coi genitori anziani.

Se è facile capire il ruolo positivo delle gioie condivise più difficile è comprendere come possano le esperienze di dispiacere, con i pianti correlati, essere volte al servizio della maturazione personale e familiare. Ma di questo parleremo una prossima volta.

 

 

GAF di Lissone: dalle origini al futuro

In questo articolo continua la rassegna della storia della origine dei Gruppi di Acquisto Familiare della nostra area (Monza e Brianza). Tocca oggi al gruppo di Acquisto Familiare di Lissone.

La storia del GAF di Lissone inizia nel 2008 con un piccolo gruppo di famiglie. Queste famiglie, che facevano parte dell’Associazione di Solidarietà Familiare “Cinque pani”, spinte dalla voglia di fare anche acquisti più consapevoli insieme, con molto entusiasmo hanno iniziato a fare acquisti con uno spirito solidale supportati anche da alcuni GAS dei paesi vicini già ben strutturati e facendo propri tutti i principi che li caratterizzano. Dice Massimo Grandesso, il referente del gruppo GAF di Lissone:

“Per farci conoscere e per ampliare il numero dei contatti, abbiamo partecipato alla festa della famiglia promossa dal Forum delle famiglie di Monza e Brianza nell’Aprile 2012 e ad altre iniziative simili sul territorio di Lissone. Abbiamo poi deciso di trovare un nome accattivante per il nostro gruppo e l’idea è nata da ciò che caratterizza i nostri incontri con cadenza mensile, cioè un momento conviviale, nacque così il GAS-tronomico di Lissone”.

Negli anni la partecipazione delle famiglie fu altalenante a causa dell’impegno necessario per sostenere tutte le attività del gruppo come la logistica e la gestione della cassa, tutto ciò diventò oneroso, soprattutto per le giovani famiglie con bambini e molti altri impegni da sostenere.

GAF Lissone
Il volantino del GAF di Lissone

Ma proprio nelle difficoltà, nel 2013 ecco aprirsi un nuovo orizzonte: l’incontro con il GAF di Limbiate che stava attuando il progetto “la famiglia porta valori in rete” dando così modo di sperimentare un nuovo sistema di fare la spesa e soprattutto una nuova finalità: sostenere concretamente le famiglie bisognose nei nostri paesi.

Un nuovo entusiasmo venne grazie alla gestione degli ordini e della logistica delle merci che, attraverso la Cooperativa Sociale Betania di Monza, operante da anni nel settore sociale a sostegno delle persone in situazioni di disagio, sollevò le famiglie dal peso organizzativo ed operativo.

Attraverso un semplice listino gestito su computer da compilare ogni mese e da inviare a mezzo posta elettronica ritrovarono la comodità di ricevere la spesa già suddivisa per ogni famiglia direttamente a domicilio.

Tutti concordi nel valorizzare le relazioni già esistenti con i fornitori storici, grazie alla collaborazione con altri GAS e GAF della zona, hanno altresì esteso la gamma dei prodotti acquistabili con frutta e verdura di stagione.

Sempre Massimo racconta:

“Nella nostra dimensione di GAF di Lissone, il primo piccolo obbiettivo che ci siamo dati per il quale stiamo attivamente lavorando è il sostegno alimentare ad una famiglia del nostro Comune. Il prossimo passo? Dopo un periodo di “maturazione” si sta concretizzando il progetto di AFIOltre un semplice Gruppo d’Acquisto” partito da Limbiate e Baruccana di Seveso e che adesso vede anche la partecipazione di Lissone. Se condividete la nostra voglia di mettere le famiglie al centro delle nostre attenzioni e volete unirvi al nostro gruppo, potete contattarmi al seguente recapito: massimo.grandesso@alice.it.”

“Difendere la famiglia”? Meglio promuoverla nell’anno di EXPO

Famiglia va promossa e non difesaIl recente convegno del 17 gennaio 2015 tenutosi a Milano sul tema della difesa della famiglia ha suscitato un vespaio di polemiche e invettive contrapposte. Da una parte gli organizzatori, alcune associazioni di matrice cattolica e la istituzione Regione Lombardia, dall’altra svariate sigle associative che fanno riferimento al movimento per i diritti delle relazioni omoaffettive, ad associazioni professionali (degli Psicologi ad esempio), ai partiti politici ed altro ancora.

 

Di fronte al triste spettacolo dello scontro su ideologie alternative ed attribuzioni di nefandezze  ed insulti veri e propri (come quelli del Presidente di Regione Lombardia) noi ci tiriamo fuori. Approfondisci

Quando inizia la famiglia luogo di affetti?

La Famiglia luogo di affetti nasce al momento della scoperta dell’amore tra un uomo e una donna o nel giorno in cui nasce il primo figlio?  … O quando? Riflessioni sull’origine degli affetti in famiglia.
Famiglia
“Una Famiglia” di Ferdinando Botero (2006). Quali affetti esprime?

La famiglia luogo di affetti

La famiglia è luogo di affetti: lo dicono in molti e lo pensiamo tutti. Tanto più oggi, in un tempo in cui le funzioni economiche, di socializzazione ed etiche sono state assorbite da altre istituzioni. Alla famiglia viene proprio deputata la funzione di essere luogo degli affetti, personali e intimi. Vero, ma non del tutto. La famiglia ha anche una precisa funzione di educazione, socializzazione e ‘politica’ che proprio dal nostro sito vogliamo promuovere. Ma in questa rubrica vogliamo parlare della dimensione affettiva nella famiglia. E quindi parliamone. Approfondisci

Seveso, Gruppo di Acquisto Familiare: un po’ di storia

Sembrano trascorsi molti anni, ma era solo il 2010 quando la parrocchia Beata Vergine Immacolata di Baruccana di Seveso vinse un bando regionale per il sostegno alla famiglia con un progetto costruito attorno ai nuovi stili di vita intitolato Al di là del tuo naso.

Questo progetto prevedeva una serie di serate divulgative su diverse tematiche (dal consumo di suolo alla solidarietà di quartiere, dall’acqua come bene inestimabile al buon vicinato) che avrebbero dovuto poi dar vita a nuovi gruppi di interesse. Uno di questi gruppi riguardava i consumi ed i Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.). Approfondisci