Natale: tutti i nodi vengono al pettine, soprattutto in famiglia

Natale è tempo di affetti forti: quelli belli e piacevoli ma anche quelli difficili e dolorosi. Gestirli è possibile ma con un gesto nuovo e imprevedibile che siamo chiamati ad inventare in ogni famiglia.

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In questi giorni prenatalizi si preparano le feste e tra le cose da fare ci sono i pensieri per gli auguri, le occasioni di incontro da creare, la decisione su chi invitare ai pranzi e ai pomeriggi casalinghi dei giorni di festa. Dove andremo quest’anno? Con chi pranzeremo o ceneremo nei giorni di festa?

Per molte famiglie tutto questo accade in una magica poesia, specialmente dove ci sono bambini e ci si vuole fondamentalmente bene. Il Natale e i suoi contorni ci richiamano alla mente ricordi di infanzia felice. La pausa dal lavoro e dalla scuola ci aiuta a concentrarci in famiglia, con gli amici e nella comunità cui apparteniamo. Il Natale che incombe eleva lo sguardo al cielo, e non solo per sperare la neve, ma per riscoprire il significato religioso, morale e umanistico del messaggio cristiano che si diffonde a tutti gli uomini di buona volontà. Chissà che questo Natale e l’anno nuovo che arriva portino la fine della crisi economica, la diminuzione delle ingiustizie e delle violenze… e un po’ di serenità per tutti!

Per altre famiglie la musica è diversa. Tutti i nodi vengono al pettine, specialmente a Natale. Laddove le relazioni sono state incrinate, o si sono interrotte, la festa che arriva porta un vuoto, una assenza. Anche solo quella di un lutto recente. Una delle sfortune peggiori della vita è quella di avere un defunto nelle settimane natalizie. Ho visto tante famiglie avere intorbidite le acque fresche del Natale dalla partenza di una persona cara. E allora le cose si fanno più complicate. Si vorrebbe stare vicino, noi che siamo sereni, a chi vive la perdita e il vuoto. Ma è difficile. Eppure è un compito che non possiamo lasciare cadere. Anche solo con un sorriso, un piccolo dono e una visita imprevista, senza lasciarci opprimere dalla paura di affrontare chi soffre. Essere insieme è già un balsamo per le ferite. Peggio è per le famiglie – più numerose – in cui le relazioni sono incrinate da incomprensioni, liti, questioni di eredità, separazioni conflittuali e tante altre cause che l’umana debolezza costruisce ogni giorno. Anche questi affetti connotano il Natale, che potrebbe passare invano, lasciando tutto come prima, se qualcuno o qualcosa non introducesse una novità. A chi spetta inventarsi un segno che porti Natale anche dove le relazioni sono malate e deboli? A ciascuno di noi.

La preghiera attribuita a S. Francesco diceva “dove c’è la guerra che io porti la pace, dove c’è l’odio che io porti il perdono…” Ecco lo spirito del Natale, comprensibile ai credenti, che vedono nel bambino Gesù il segno che Dio non è stanco degli uomini ma crede che il suo progetto di una umanità riconciliata possa realizzarsi. Ma è uno spirito comprensibile, e condivisibile, da tutti gli uomini e le donne di buona volontà. I nodi vengono al pettine, ma possono anche essere sciolti. Cosa possiamo fare nella nostra famiglia per sciogliere i nodi che incontreremo in questo Natale?

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