Azzardo: quando il gioco si prende gioco di noi

FamigliaPortavalori.it partecipa alle campagne del contrasto al gioco d’azzardo patologico che mina e distrugge anzitutto le famiglie di coloro che ne sono vittime. Dopo aver esplorato il significato della parola GIOCO oggi parliamo della parola AZZARDO.

Cosa è l’azzardo

Quando il gioco si può definire gioco di azzardo? «Quando consiste nello scommettere beni, per esempio denaro, sull’esito di un evento futuro» (Wikipedia).

Azzardo
I dadi sono un antico gioco d’azzardo

Questo evento futuro viene previsto utilizzando conoscenze del settore, come per esempio nelle corse ai cavalli o nelle scommesse sportive in genere, oppure sulla base di probabilità che accada, come nella maggior parte delle Slot Machine e delle Video Lotterie (VLT), ma anche dei semplici Gratta & Vinci. Il gioco d’azzardo è quindi una competizione tra il giocatore e il banco che non si fonda sulla abilità, per proclamare il vincitore, ma sulla probabilità. Non funziona il principio sportivo del “Vinca il migliore!” ma il principio dello “speriamo che capiti a me”. Se alcuni giochi, come il poker o altri giochi delle carte, contengono una componente di abilità, il gioco d’azzardo puro si basa solamente sulla probabilità che un evento capiti. Se nei giochi tradizionali, come i dadi o la roulette, il rischio è uniformemente ripartito tra giocatore e banco, nei moderni giochi informatizzati (Slot e VLT) e nei Gratta & Vinci il sistema è programmato per far vincere complessivamente e sempre il banco. Ci mancherebbe che fior di menti e industrie costruissero un sistema che non garantisce loro un guadagno! Il giocatore spera di essere in quella minoranza esigua di coloro che riescono a trarre profitto dal banco. E’ questa la molla motivazionale che innesca l’inizio del giocare d’azzardo.

Quando l’azzardo fa bene

Ci sono diverse occasioni in cui giochiamo d’azzardo senza problemi. Pensiamo ad esempio  alla Tombola che tradizionalmente diverte le famiglie e gli amici nel periodo natalizio. Un po’ di brivido e la ricerca della vincita, dovuta al casuale possesso dei numeri usciti, rallegra le tavolate natalizie, come la perdita viene di solito compensata da dolcetti condivisi e risate in allegria.

Se poi ci spostiamo dal gioco alla vita, dobbiamo notare che a volte una capacità di fare mosse azzardate è una importante virtù. Quando un imprenditore si lancia in una impresa deve mettere in gioco una quota di azzardo. E ben lo sanno le Banche che valutano con attenzione la possibilità di erogare prestiti ai progetti imprenditoriali. Senza un po’ di rischio nulla si inventerebbe di nuovo e non si avrebbe la capacità di esplorare nuovi territori. E’ anche quello che stiamo facendo noi di Famiglia Portavalori scommettendo sulla bontà della nostra visione, della nostra missione e dei nostri progetti. Viva l’azzardo dunque? Sì, ma solo in parte. Quando la mossa azzardata è fondata sul coraggio, sulla fede, sull’amore e su una visione ideale supportata da alcune basi concrete.

Quando l’azzardo è una trappola

Ma il gioco d’azzardo può diventare una trappola quando sono soddisfatti questi criteri:

  1. Le puntate superano una soglia ragionevole e le perdite possibili mettono in difficoltà la persona e la sua famiglia.
  2. La frenesia del gioco prende il sopravvento sulla capacità di riflettere che emerge solo in momenti successivi e con sensi di colpa.
  3. Tempo ed energie personali finiscono sempre di più per essere investite nella ricerca del gioco e delle strategia per vincere o recuperare le perdite.

Cosa fare?

  1. Anzitutto occorre parlarne in famiglia. Le valutazioni dei comportamenti incontrati, dei fatti di cronaca, degli spot pubblicitari che entrano nelle nostre case sono occasioni di “vaccinazione” cognitiva ed affettiva da queste trappole.
  2. Verificare poi se il gioco d’azzardo è penetrato e in che misura nella esperienza familiare quotidiana.
  3. Valutare se tale pratica stia diventando descrivibile coi tre criteri sopra proposti in qualcuno dei membri della famiglia.
  4. Monitorare costantemente entrate ed uscite economiche di ciascuno, con prudenza ma con accortezza, in modo che non vengano allo scoperto ammanchi improvvisi e consistenti.

Ma quando il gioco diventa una patologia? Nel parleremo alla prossima puntata.

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